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Il Triathlon, tre sport in uno, attrae anche gli ex nuotatori/Intervista con Massimiliano Rosolino

Massi e il triathlon, attrazione fatale

La prima domenica di ottobre ha esordito in una gara sprint a Santa Marinella, l’ultimo sabato di questo mese gareggerà nello sprint del Forte Village, a Santa Margherita di Pula.

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MASSI ROSOLINO

L’olimpionico partenopeo Massimiliano Rosolino da circa un anno ha scoperto la bellezza e il divertimento del triathlon e si sta allenando nella triplice disciplina per gareggiare all’ultimo sabato di ottobre.

Massimiliano da dove proviene l’idea di cimentarti nel triathlon?

Nel 2012 alcuni amici della società Galileo Triathlon mi avevano invitato ad una serata a Reggio Emilia (foto sotto) per avvicinare i più giovani a questo sport, ma ancora io non ero pronto a buttarmi nella fatica terrestre; poi circa due anni fa mi ha contattato Marco Marchese per invitarmi al suo stage di allenamento a Sharm el Sheik, in cui mi sarei dovuto occupare degli allenamenti in acqua dei partecipanti e da lì la mia curiosità si è trasformata in pratica sportiva.

MASSI ROSOLINO

Sapevi che anche Alberto Castagnetti aveva partecipato nel 1984 a Bardolino (VR) (nelle foto sotto in bici e a piedi. Con lui avevano partecipato anche Marcello Guarducci e Marco Colombo - Ndr) al primo triathlon organizzato in Italia, che si svolgeva al contrario, cioè corsa-bici-nuoto?

Veramente non lo sapevo!

Alberto Castagnetti

Alberto Castagnetti

Hai esordito la prima domenica di ottobre nello sprint a Santa Marinella, Roma (foto di copertina): che cosa hai pensato al termine della gara?

E’ stata una bella esperienza! Quando ho tagliato il traguardo ho provato soddisfazione ma anche molta fatica, però nel complesso mi è piaciuto e sono pronto per altre gare. L’ultimo weekend di ottobre, infatti, sarò alla partenza del Forte Village in Sardegna per un altro sprint e avrò modo di studiare da vicino i fratelli Brownlee  che parteciperanno alla staffetta, vedrò di carpire qualche segreto per correre veloce!

Per uno come te che proviene dall’acqua, come descriveresti la fatica sulla terra ferma?

E’ una fatica molto impegnativa, serve tantissima costanza; per me la corsa è l’ostacolo più grande perché ho dovuto imparare tutto da zero, ma piano piano ho scoperto un mondo meraviglioso, fatto di tanti appassionati di qualsiasi età. Mi sono lasciato trascinare dalla fatica della corsa per mantenermi in forma, per allenarmi in modo alternativo e complementare al nuoto, ma risparmiando tempo perché come sport la corsa è più agevole: si può correre ovunque, basta avere un paio di scarpe buone e anche solo venti minuti di corsa regalano grandi benefici a corpo e mente.

In preparazione al triathlon ho partecipato ad una 10 km a Roma in gennaio e ai 21 km della Stramilano in primavera; corro quasi tutti i giorni, sto migliorando nella tecnica, ma soprattutto mi diverto!

Un aggettivo per i tre sport...

Il nuoto resta il mio primo amore, la bici è “callosa”, nel senso che bisogna farci il callo per imparare ad andarci, la corsa invece è senza caverne, ovvero non puoi nasconderti, se non corri non  migliori. Tutti e tre insieme sono bella dose di sacrificio e fatica, ma anche di sorrisi e conquiste!

Dallo sprint arriverai sino all’Ironman?

Non credo proprio, è un obiettivo troppo grande per me, ma non mi pongo mai limiti.

Rinasceresti triatleta?

Assolutamente no! Sono stato, sono e sarò sempre un pesce!

Daniel Hofer-Veronica Bigi-Massi Rosolino 

Nella foto sopra l’autrice dell’intervista Veronica Bigi fra Massimiliano Rosolino, a destra, e il campione di triathlon Daniel Hofer

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