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A Spasso nel Cloro di Laura Binda

L'avventura di Greg

Nell'occhio del ciclone

Gregorio Paltrinieri: a la Reunion sfida un ciclone tropicale

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PALTRINIERI Gregorio ITA Italy

Greg nell’occhio del ciclone.

Nulla di figurato. Anzi, al contrario, nulla di più vero.

Si chiamava Bejisa ed è stato il primo ciclone tropicale del 2014, che ha investito in pieno l’isola francese de La Reunion, a largo delle coste del Madagascar.

Gregorio Paltrinieri era là. Nel mezzo della tempesta i cui venti superavano i 200 chilometri orari e le onde dell’Oceano Indiano superavano i 10 metri di altezza.

Ma andiamo con ordine.

Il campione del mondo dei 1500 stile libero a Istanbul 2012 era stato invitato, all’indomani dei Mondiali di Barcellona insieme al suo allenatore Stefano Morini, ad un meeting sull’isola nell’Oceano Indiano dal 26 al 2 gennaio, con gare dal 28 al 30. Alla rinuncia del Moro, Greg ha deciso di portare la sua fidanzata Letizia.

“Fino al 1° gennaio ci siamo divertiti da morire – spiega Greg – le gare sono andate bene, 1.49 nei 200 stile, 3.48 nei 400 , 15.05 nei 1500 e 4.20 nei 400 misti. Abbiamo fatto gruppo con Daniel Gyurta, Yuliya Efimova. Uscivamo sempre insieme ed è stato molto divertente. Poi il 2 … è arrivato il ciclone”.

Già. Codice rosso in tutta l’isola. I voli erano stati tutti cancellati (e Paltrinieri doveva partire proprio quel giorno). Divieto assoluto di lasciare l’hotel, “Anche perché altrimenti sarei volato via -  commenta in modo ironico – Il 3 gennaio ci svegliamo e troviamo tutto distrutto. Il codice era diventato arancione. Potevamo uscire dalle abitazioni ma ancora di partire non se ne parlava. Non potevamo andare in strada  anche perché erano diventate fiumi in piena. C’erano massi dappertutto, palme sradicate. In più i telefoni non funzionavano.  Eravamo isolati dal mondo e infine è saltata l’elettricità: 2 giorni senza luci. Senza acqua corrente e con il cibo che iniziava a scarseggiare”.

Finalmente il 4 gennaio, Gregorio e Letizia riescono ad andare in aeroporto. Ma se pensate che l’avventura sia finita qui vi sbagliate di grosso. Il volo dei due ragazzi era previsto in partenza alle 22. Ovviamente, visti i numerosi disagi sull’isola, era in netto ritardo e la partenza è stata posticipata all’una di notte. Purtroppo però come spesso accade in queste situazioni il volo è andato in overbooking, e i due giovani sono stati costretti  a ritornare in città e a soggiornare in un altro albergo.

“Siamo ritornarti in aeroporto alle 5 del mattino del 5 gennaio per poter essere i primi della lista – racconta Gregorio -  Purtroppo siamo 4° e 5° nella lista d’attesa. Credevamo di dover prendere un altro volo quando alla fine all’appello mancano 6 persone. Finalmente possiamo prendere posto sull’aereo. E’ stato un casino. Un inferno. Nessuno parlava inglese ma solo francese, e intendersi è stato davvero difficile”.

Finalmente arrivano a Parigi il giorno successivo con il volo della CorsAir. Ma una volta nella capitale francese i problemi non sono certo finiti. Il bagaglio pesava 29 chili. Troppi per poter essere imbarcati sul volo dell’Easyjet, che prevede un peso massimo di 20 chili.  

E così… Gregorio e Letizia hanno pensato bene di indossarsi i 9 chili extra di vestiario. 9 chili di vestiti tutti addosso.  “Immaginatevi voi come siamo arrivati a casa”.

Avventura finita. Gara vinta. Anche questa volta… Anche perchè il 7 gennaio si è dovuti tornare subito al lavoro a Ostia.

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