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Sport, gli scandali non finiscono mai – Gli abusi sessuali

SPORT: l’isola (felice) che non c’è

Dopo l’inarrestabile e mal gestita piaga del doping, dopo i numerosi casi di corruzione e malaffare nelle alte sfere dei dirigenti sportivi internazionali, l’ultima piaga ad emergere in ordine di tempo è quella degli abusi sessuali ai danni di giovani atlete.

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ARIANA KUKORS USA

Un tempo si diceva che lo sport era un'isola felice. Ammesso che lo sia stato, da tempo non è più così. Dopo l’inarrestabile e mal gestita piaga del doping, dopo i numerosi casi di corruzione e malaffare nelle alte sfere dirigenziali dello sport internazionale, l’ultimo scandalo a emergere con grande evidenza è quella relativo agli abusi sessuali ai danni di giovani atlete. L’emersione si deve  soprattutto al recente processo all’ex medico della Nazionale americana di ginnastica, il dottor Larry Nassar, e alle dichiarazioni dell’ex nuotatrice americana Ariana Kukors (in copertina e, sotto, nella foto di Giorgio Scala in azione nel 2010).

10th FINA World Swimming Championships (25m)..

La Kukors, campionessa e primatista mondiale dei 200m misti a Roma 2009, nel suo blog, qualche giorno fa, ha denunciato di essere stata abusata sessualmente dal suo allenatore dell’epoca, Sean Hutchison, anche allenatore della Nazionale di nuoto degli Stati Uniti nel 2009-2010 (foto sotto). Il tecnico ha respinto le accuse in toto e, almeno per il momento, non è accusato dalla magistratura. La piaga, anche se deflagrata di recente come una bomba, è in realtà datata.

sean hutchinson_usa

Il dottor Nassar (sotto), che ha ammesso le proprie responsabilità, è stato recentemente condannato a 175 anni di carcere per reati di abuso sessuale che hanno coinvolto centinaia di ragazze affidate alle sue cure, moltissime sfilate sul banco dei testimoni dell’accusa.

Dottor larry Nassar USA

Tuttavia, anche in queste faccende, come in quelle di doping, non sempre tutto è come potrebbe sembrare.

Nel suo post la Kukors ha definito Hutchison un "orribile mostro" e ha affermato che il coach aveva iniziato a manipolarla all'età di 13 anni e che con lui ha avuto una relazione sessuale iniziata prima della maggiore età (18 anni).

La Kukors, che oggi ha 28  anni, ha affermato che l'abuso, perpetrato anche con sue foto sessualmente esplicite, si è concluso dopo che lei aveva compiuto 24 anni.

Hutchison ha negato in toto le accuse della Kukors e, con una dichiarazione diffusa tramite i suoi avvocati, ha detto che fra loro c’era stata una relazione consensuale iniziata dopo le Olimpiadi del 2012, a Londra, quando la Kukors aveva 23 anni.

"In nessun momento ho abusato di Ariana Kukors o fatto qualcosa con lei che non fosse consensuale", ha ribadito Hutchison in una dichiarazione rilasciata a SwimSwam. "Con lei non ho avuto nessuna relazione sentimentale ne alcun rapporto sessuale prima che lei fosse abbastanza grande da prendere legalmente decisioni da sola”.

La Kukors ha poi raccontato come sarebbero iniziate le avance dell’allenatore: "Dopo un meeting Sean mi aveva aspettato nel parcheggio della piscina Mt. Rainier Pool, appena fuori Seattle, vicino alla sua macchina per parlare delle gare. Indossavo pantaloni larghi, grigi, con la scritta Trojans scritta sul lato in verde. Avevo 15 anni. Mi piacerebbe dire che è successo solo poche volte ma quello fu solo l'inizio di una relazione  incredibilmente manipolativa, a volte anche violenta, e che ha attraversato la parte migliore del decennio successivo della mia vita. Parlavamo molto e gli abbracci dopo le gare duravano sempre troppo a lungo. Incontri al caffè al di fuori degli allenamenti e messaggi costanti sono stati altri mezzi con cui ha fatto in modo di legarmi completamente a lui. Cominciò a farmi sedere sulle sue ginocchia quando eravamo soli, poi progredì col baciarmi in ascensore e a toccarmi sopra i vestiti. Una volta mise un anello di carta sull'anulare con la scritta 'La mia bella Ari' e mi disse che voleva passare la sua vita con me. Lui aveva 34 anni  io16 ma quello fu l'anno in cui la relazione divenne sessuale. Prima di lui non avevo mai avuto rapporti  fisici con nessuno, ma ora mi trovavo da sola con lui, impegnato in atti sessuali. Cercavo di nascondere il mio imbarazzo quando si sedeva nello spogliatoio delle donne e mi guardava fare la doccia. Mi diceva che mi amava e io pensavo che lui avesse in mano le chiavi del mio futuro, non solo della mia carriera di nuoto ma di tutta la mia vita”.

Mark Schubert, all’epoca Head Coach della Nazionale USA, ha affermato di avere sentito delle voci circa quella relazione, confermate anche dal rapporto di un investigatore privato messo alle calcagna della coppia, e di averne immediatamente informato la Federnuoto americana, USA Swimming. Questa, a sua volta, ha recentemente dichiarato al New York Times di avere condotto all’epoca, nel 2010, delle indagini sulla condotta di Hutchison, e di avere chiuso il caso dopo che entrambe le parti avevano “negato inequivocabilmente l'esistenza di una relazione sentimentale o sessuale". Fatto sta, lo ricorda Schubert, che a Hutchinson - un tecnico giovane, emergente e di valore - fu tolto l’incarico.

I giornali hanno riportato che gli investigatori del Dipartimento della Sicurezza Nazionale hanno recentemente perquisito l'appartamento di Hutchison e recuperato l'elettronica che potrebbe contenere prove che l'allenatore ha abusato sessualmente delle sue nuotatrici ma, come detto, finora non è stato formalmente accusato.

Il particolare coming out della Kukors negli Stati Uniti era stato preceduto, negli ultimi anni, dalla denuncia di numerosi casi di abusi sessuali da parte di allenatori ai danni delle loro giovani allieve, casi esaminati con molta cautela, e troppa indulgenza secondo alcuni, da USA Swimming, ma spesso conclusisi con la radiazione del tecnico dall’albo federale.

Nel 2014 l’ex nuotatrice olimpica Nancy Hogshead – 3 medaglie d’oro e una d’argento a Los Angeles 1984 – poi divenuta avvocato specializzato in questioni di diritti civili e dirigente della Women’s Sports Foundation – aveva pesantemente criticato il direttore esecutivo di USA Swimming, Chuck Wielgus (nella carica dal 1999 fino alla scomparsa, il 23 aprile 2017, a 67 anni, vittima del cancro), imputandogli una gestione troppo blanda della piaga. Nella circostanza la Hogshead, molto attiva sui social (Twitter soprattutto) si era fatta promotrice di una petizione per impedire a Wielgus di essere onorato nella International Swimming Hall of Fame – di cui lei fa parte -  nella categoria dei Contributors. La petizione fu accolta e la candidatura venne ritirata (sotto le foto della Hogshead e quella di Wielgus)

Hogshead-Makar Headshot '10

nancy hogshead usa

chuck wielgus usa

Gli Stati Uniti non sono l’unico paese a dover registrare vicende di questo tipo. Con meno clamore erano trapelate vicende analoghe anche altrove, anche in Italia, anche nel nuoto.

La materia non è semplice. Sono numerosi i casi in cui vicende che all’inizio hanno fatto sospettare abusi sessuali si sono poi felicemente concluse con il matrimonio fra il maestro e l’allieva.

Di questi tempi, dopo che numerose attrici hanno denunciato abusi sessuali, ferve il dibattito su quanto-quando-come-con chi sia lecito il corteggiamento, e quali siano i suoi limiti. Una materia non di nostra competenza, che ci trova impreparati, e sulla quale non entreremo. Terremo, però, un occhio sugli eventuali sviluppi del caso Kukors.

 

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