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Controfuga di Luciano Angelini

Le finaliste

Settebellissimo vai a prenderti l'oro

Gli azzurri di Sandro Campagna battono la Serbia e vanno ad una storica finale 20 anni dopo Barcellona. Senza discussioni la vittoria sui Serbi sotto già 4-2 alla fine del primo tempo. Tripletta di Gallo, doppietta di Felugo, gol di Presciutti, Giorgetti, Premus e Perez.

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Settebellissimo mette sotto anche la Serbia e punta all'oro di Londra 2012. Vittoria netta (9-7; parziali: 4-2, 2-2, 2-1, 1-2), convincente, entusiasmante. Un successo costruito sul collettivo, sull'abnegazione, sulla tenuta mentale e fisica. Un'impresa costruita da Campagna con scelte tattiche che hanno inaridito Filipovic e Prlainovic, fiaccati da puntuali raddoppi dei difensori con l'appoggio costante da Presciutti e Felugo. Un trionfo che ha avuto in Valentino Gallo il miglior realizzatore con tre gol (due in superiorità, beffando Filipovic e Soro; il terzo con una bordata dalla distanza), Felugo, Giorgetti, Premus e Perez realizzatori puntuali nei momenti topici della gara. E che ha avuto in Tempesti l'ultimo baluardo, un muro contro il quale si sono infranti i tentativi dei tiratori serbi. Un'Italia che cercherà di ripetere l'impresa di un altro Settebello indimenticabile, quello di Barcellona '92. Allora Campagna era in vasca e Rudic in panchina. Questa volta allievo e maestro saranno di fronte per una sfida tutta da gustare. "E' la finale che avevo sognato", ha commentato il cittì azzurro, ebbro di felicità.ma già caricato per la Grande Finale di domenica.
Che dire della partita con la Serbia, se non che si è subito visto come il Settebello non avesse alcun timore reverenziale. Lo fa capire Valentino Gallo, tornato ai massimi livelli, con una rasoiata in superiorità. Prlainovic e Udovicic (superiorità) fanno il sorpasso. Ma è la classica mosca bianca: Giorgetti (superiorità), Felugo, con una bordata delle sue dalla distanza su cui Soro resta brasato, e ancora Gallo con una rasoiata da 6 metri chiudono il tempo sul 4-2. L'Italia c'è, la Serbia sembra nervosa, fiaccata nelle proprie certezze. E si vede in apertura di seconda frazione quando Felugo saluta Soro con un tiro maligno dalla distanza: 5-2. Udovicic suona la carica, ma Tempesti ferma lui e Prlainovic con autentiche prodezze. Nulla può fare sulla deviazione di Alexsic in superiorità su assist di Filipovic. Altro uomo in più e Nikic mette dentro il 5-4. Niente paura: Aicardi manda Radjen nel pozzetto e Gallo, terzo gol, rimette le cose a posto. Si chiude sul 6-4.
Il terzo tempo, quello della verità, si apre con una superiorità mancata dagli azzurri. Udovicic fa meglio (Aicardi fuori) e si va sul 6-5. La Serbia compie il massimo sforzo, pressing, mani addosso, ricerca dello scontro fisico, per agguantare il pareggio. Ci prova Pijetlovic ma San Tempesti fa il miracolo, come si conviene ad uno come lui. Avanti così. Presciutti fallisce una superiorità, ma poi si rifà beffando Filipovic e Soro: 7-5. La Serbia ha due occasioni per accorciare in superiorità, ma Mitrovic a un metro da Tempesti si fa ipnotizzare dal portierone azzurro. Ormai è una guerra di nervi. Il Settebello li mantiene ben saldi e pesca il jolly con Premus che elude la marcatura di Udovicic sul centro e piazza l'8-5.
L'ultima frazione è di quelle vietate ai deboli di cuore. I ragazzi di Campagna non mollano di un centimetro, Fiorentini e Presciutti marcano e raddoppiano. Ultimi fuochi serbi:  Filipovic accorcia in superiorità (Fiorentini nel pozzetto), Tempesti ferma alla grande una bordata di Alexsic. Tre superiorità fallite in sequenza fanno fremere Campagna, ma sulla quarta c'è Perez a mettere il sigillo alla vittoria su assist di Giorgetti. Apoteosi. Il gol di Udovic in chiusura serve solo per le statistiche.
E' la Croazia a sfidare l'Italia per il podio più alto. Nell'altra semifinale, niente da fare per il Montenegro, battuto 10-8 (3-1, 2-0, 2-2, 02) in una partita quasi a senso unico. Per Ratko Rudic l'inseguimento di un sogno che dura da 20 anni, iniziato il giorno dopo il trionfo di Barcellona '92 con il Settebello. Per  i montenegrini nessun alibi, se non quello di aver in lista un solo centroboa, Zlokovic, costretto agli straordinari, in attacco e in difesa, uscito per tre falli alla fine del terzo tempo, e di aver sprecato superiorità numeriche in quantità industriale (meno del 20 per cento). Ma sarebbe assai riduttivo oltre che un grosso torto alla prestazione di Boskovic e compagni, capaci di difendere in maniera superba e di colpire con precisione chirugica.
Si parte e Ivovic, con una bomba in superiorità (fallo di Buric su Zlokovic), porta i suoi in vantaggio. La risposta è immediata e con gli interessi: Buljubasic, Muslim e Buslije fanno 3-1 con due gol a uomini pari. Tre relizzatori diversi e tutti delle seconde linee, segnale di una condizione generale al top e di una grande fiducia di Rudic per il resto della panchina. 
La seconda frazione fotografa perfettamente la partita e ne anticipa l'esito. Il Montenegro, incapace di sfruttare le superiorità (1 su 5 fin qui), si infrange sul muro a protezione di Pavic, presentissimo sulle bordate di Ianovic e Ivovic; Sukno si esalta con un supergol, Buric sfrutta alla perfezione un assist di Buljubasic in superiorità. Si va al riposo lungo sul 5-1. Una sentenza o poco ci manca. 
L'orgoglio di Zlokovic riaccende le (flebili) speranza montenegrine, ma Boskovic su rigore, conquistato da Dobud su Jokic, riallarga la forbice: 6-2. Ora la partita perde in qualità, c'è confusione con pesanti contatti e gli arbitri scelgono la  (facile) strada delle espulsioni in coppia. La squadra di Perovic perde lucidità e si affida a tentativi (forzati) personali: Ivovic ci prova in rapida sequenza ma dimostra di non essere quello delle giornate migliori. Ci vuole una prodezza dalla media distanza: la realizza Gojokovic con un gran tiro sulla sinistra di Pavic mal protetto da Boskovic. E se da una parte si continua a sprecare in superiorità, dall'altra Sukno non perdona su rigore (fallo di Nikola Janovic su Buric servito con precisione da Jokovic). Si va agli ultimi 8 minuti sul 7-3.
Gestire o continuare a giocare? A Rudic si drizzano i baffi quando Boskovic perde palla per troppa sufficienza, Sukno rimedia il terzo fallo e Gojkovic, tra gli ultimi a mollare, mette dentro il 4-7. Va fuori anche Barac, ma Gojkovic affretta il tiro e spara alto. Ringhia la sua rabbia quando Muslim (tra i migliori dei suoi)spreca una superiorità e becca la controfuga. Ivovic raschia il fondo del barile e accorcia: 5-7. Il tempo stringe. A 1' dalla fine altro uomo in più per il Montenegro, ma Ivovivic fa esaltare Pavic. Fine delle danze. Croazia in finalissima con pieno merito, il Montenegro dovrà cercare il bronzo contro la Serbia, un derby ad alta tensione.
Briciole per concludere. La finale per il quinto posto sarà Ungheria-Spagna. I magiari hanno ha battuto l'Australia (10-9), gli iberici gli Stati Uniti (8-7). Nessuna emozione, tanta delusione. Squadre demotivate e con un solo obiettivo: chiudere l'avventura olimpica e tornare a casa.  

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