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Swimming Flume, pensieri controcorrente

Circo mediatico

Salvate il soldato Greg

Troppa ressa intorno al nostro top swimmer

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Non è per prendersela sempre con la stampa, ma uno dei mali più aggressivi dello sport italiano è il circo mediatico che si scatena intorno a qualsiasi atleta, di qualsiasi disciplina, che ottenga un risultato di prestigio. Circo che il più delle volte si rivela esiziale: l'atleta fino al giorno prima sconosciuto viene proiettato su quotidiani e rotocalchi, intervistato nei notiziari, invitato ai talk show, conteso dagli sponsor, coinvolto nei reality, paparazzato, spremuto, fagocitato e, alla prima controprestazione, defecato e rottamato. Sarebbe inelegante fare nomi, ma l'elenco è lungo.
Se la grancassa mediatica si attivasse per un atleta al top della carriera, si potrebbe anche considerarla un giusto premio e godimento per anni di sudore e sacrificio; putroppo, da inguaribili provinciali, i cronisti italiani (e relativi lettori) si esaltano anche per risultati di medio termine, compromettendo spesso irreparabilmente la carriera sportiva di atleti talentuosi. Anche nel nuoto gli esempi non mancano e, ahimé, pare arrivato il turno di Gregorio Paltrinieri. Un atleta dal talento immenso e dai limiti ancora difficili da quantificare, attorno al quale iniziano ad azzuffarsi davvero in troppi: giornalisti analogici e digitali, dirigenti di club prestigiosi, a presto si attendono nani e ballerine. 
Vale davvero la pena minare il percorso che conduce il nostro migliore atleta verso Rio 2016 per un titolo, una polemica o una figurina in più? Ai posteri, eccetera.

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