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Gwangju (Corea del Sud), 8 Settembre 2017 - Ennesimo scandalo nel nuoto

Incredibile: l’ex dopato Park nominato ambasciatore dei Mondiali di Gwangjiu 2019!

Ancora una volta travalicati confini dell’etica.

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La 18a edizione dei Campionati del Mondo FINA, che avrà luogo a Gwangju, importante città della Corea del Sud, nell’estate del 2019, non era nata sotto una buona stella. A Kazan, nel 2015, la FINA assegnò l’organizzazione dei Mondiali 2019 alla città coreana sulla base di un documento di impegno firmato dal sindaco. Successivamente emerse che la firma era stata contraffatta, sicché il ritiro dell’assegnazione dell’organizzazione sembrava inevitabile. Invece, grazie a un frenetico lavoro di diplomazia, il sindaco venne convinto a confermare l’accettazione dei Mondiali firmando di proprio pugno il relativo documento, ed evitando così anche una severa punizione al presidente del comitato promotore, al quale era stata fatta risalire la responsabilità della falsificazione della firma. Ora a Gwangju hanno fatto di peggio.

Mercoledì 6 settembre l’agenzia di stampa sud coreana Yonyap ha annunciato che Tae-hwan Park, 27 anni, è stato nominato ambasciatore onorario dei Campionati del Mondo FINA 2019. Con lui, nominata anche la nuotatrice Se-hyeon An: a Budapest fu quarta nella finale dei 200m farfalla, il miglior piazzamento di una nuotatrice sud coreana in una grande manifestazione internazionale. Nella capitale magiara la An fu anche finalista dei 100m farfalla, e realizzò tre record nazionali (in copertina i due nuotatori con la mascotte dei Mondiali 2019).

La decisione di nominare Park in un ruolo di così elevato prestigio si fa beffe delle regole dell’etica, i cui confini vengono ampiamente travalicati da questa sconcertante decisione - non sconfessata dalla FINA, silente - e che pone pesanti interrogativi circa la volontà dei massimi reggitori del nuoto e dello sport mondiale di volere seriamente contrastare il doping.

Nel 2014 Park era stato bandito per 18 mesi dalla partecipazione alle gare, dopo essere risultato positivo a un test antidoping  per steroidi anabolizzanti (testosterone).
Park, unico nuotatore della sua nazione ad avere vinto medaglie alle olimpiadi - d'oro nei 400m e d’argento nei 200m stile libero, a Pechino 2008 –, si è sempre proclamato innocente, nonostante il Tribunale Centrale di Seoul abbia identificato il medico che gli aveva iniettato gli steroidi, sanzionandolo con una multa di circa 8.000 euro per avere violato il codice medico, anche eliminando ogni traccia del malfatto dal registro medico del suo paziente.

Secondo le regole del Comitato Olimpico Coreano, che impediscono a coloro che hanno subito squalifiche per doping di rappresentare il proprio paese alle Olimpiadi, Park non avrebbe dovuto partecipare ai Giochi di Rio 2016.

Egli ha lottato per farlo, appellandosi alla Corte Arbitrale dello Sport (CAS) di Losanna che, con un verdetto scandaloso, gli ha dato ragione, lasciandolo libero di competere a Rio 2016.
Nella capitale carioca Park ha gareggiato senza brillare nei 100m, 200m e 400m stile libero.
Lo scorso dicembre Park  ha dimostrato di essere tornato in forma vincendo tre medaglie d’oro ai Mondiali in vasca corta di Windsor (Canada). Tuttavia ai Campionati del Mondo di quest'anno Park non è riuscito a salire sul podio, finendo 4° nei 400m, 8° nei 200m e 9° nei 1.500m stile libero.
Secondo l'agenzia Yonhap, dopo la nomina Park ha dichiarato: "È un privilegio essere un ambasciatore onorario per i Campionati mondiali che si terranno nel mio paese. Cercherò di garantire il successo di questa manifestazione".

 

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