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Nuoto

Le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti principali nell'ultima giornata dei Primaverili 2015

Magnini: “Una gara vinta con la testa”. Pizzini: “A pochi centesimi dal pass? Avrei preferito fare il tempo”

Ecco le parole di Filippo Magnini, Luca Pizzini, Simone Sabbioni, Arianna Castiglioni, Diletta Carli e Luisa Trombetti: tra i maggiori protagonisti nella giornata conclusiva dei Primaverili 2015 di Riccione.

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Luca Pizzini all'arrivo dei 200 rana

Queste le dichiarazioni di alcuni tra i migliori nuotatori che hanno animato l’ultima giornata di gare agli Assoluti Primaverili 2015. Non sono arrivati altri tempi di qualificazione per i Mondiali estivi, ma gli spunti, le conferme, i miglioramenti e le delusioni, non sono mancate.

Il grande protagonista è l’inesauribile Filippo Magnini. Il pesarese conferma la sua longevità agonistica, regolando la concorrenza nei 200 stile libero, gara non veloce a livello cronometrico . Filippo ha vinto in 1’48’’22 – ma sicuramente combattuta fino al recupero del 33enne nell’ultima vasca decisiva: «Questa è stata una gara nuotata per vincerla. Ho guardato molto gli avversari e ho cercato di basarmi su di loro. Sinceramente la qualificazione mondiale – per la staffetta 4x100 - ce l’avevo già. Non avevo la necessità di forzare i passaggi pensando esclusivamente a Kazan. Infatti mi sarebbe dispiaciuto perdere la gara perché avevo urgenza di passare molto veloce e del cronometro. Ho preservato le energie controllando e infatti ho avuto ragione. Un titolo sofferto, voluto, più per me che per fare un determinato tempo. Quindi sono contento. A 33 anni ho dimostrato di essere ancora una volta il più forte e mi bastava questo. Quest’anno dopo Doha ho gareggiato con una lesione all’avambraccio sinistro e pochi lo sanno, con un trombo a cinque giorni dalle gare, anche oggi sono sceso in vasca con un problema muscolare però non  mi sono tirato indietro. Anche nei 100 – dove è arrivato secondo, ndr - ho nuotato come se fosse stata una finale mondiale, non un Campionato Assoluto. Allora mi sono riuscito a concentrare dicendomi: “questa gara mi vale il Mondiale!”. È andata bene. Oggi sono arrivato al 200 sl con nelle braccia 4x200 e 4x100, molti dei miei avversari no e quindi non ero il più fresco. L’anno scorso ho detto con Matteo – Giunta, il suo allenatore, ndr - di voler fare i 200, l’abbiamo preparato ed è venuto bene. La 4x200? Io penso che a Doha – ai Mondiali in vasca corta di dicembre l’Italia giunse seconda, ndr - sia arrivato un risultato incredibile, fuori dal normale. Lì ci siamo superati. Ma credo che la normalità non sia nemmeno quella di oggi con una finale con i primi tutti sopra l’1’48’’. Penso a D’Arrigo e a Belotti, ma anche a un Maglia tornato competitivo dopo due stagioni difficili. Oggi non è stata così veloce perché pensavamo più a vincere senza dei temponi. Io penso che il quartetto si sia ritrovato e può solo migliorare.Quest’anno ho cambiato preparando il 100: il risultato è stato ottimo. Per questo mi piacerebbe continuare la strada che guarda ai 100. Non so se nella gara individuale del Mondiale, non dipende da me, ma sicuramente vorrei essere una pedina fondamentale per la staffetta veloce: con Orsi che vale 47’’ da lanciato e un Dotto da 48’’ da fermo, possiamo fare grandi cose. Per Rio 2016 si azzererà il tutto e programmeremo l’obiettivo».

Luca Pizzini (nella foto in copertina di Andrea Masini/Deepbluemedia/Insidefoto) è colui che ha sfiorato più da vicino il pass iridato nel sabato senza biglietti azzurri per Kazan 2015. Il 26enne veronese ha sfiorato la qualificazione vincendo la gara dei 200 rana in 2’10’’97 (a 13 centesimi dal personale), lambendo la qualifica per i Campionati del Mondo per 7 centesimi di troppo: «Sono dispiaciuto – ha detto Pizzini - perché bastava poco per il pass. Per la gara in sé bastava sostanzialmente vincere e dimostrare di essere il più forte in Italia. Poi, però, quando ci sono di mezzo i tempi da ottenere le cose cambiano. E francamente credevo di poter fare di meglio. C’è anche da dire che ho avuto alcuni problemini fisici arrivati nelle settimane addietro, ma non mi hanno condizionato molto. In gara pensavo di valere di meglio, a parte gli ultimi 20 metri in cui ho faticato, devo dire che le sensazioni erano davvero positive. Il tempo a 8 centesimi dal pass per i Mondiali? Beh, sicuramente ci riproverò al Settecolli a giugno. Paradossalmente se fossi passato un pochino più piano a metà gara avrei recuperato quel decimo che mi mancava, sono dettagli. 2’10’’80 – il tempo fissato da Federnuoto per qualificarsi a Kazan - non è un tempo molto competitivo se si guarda al resto del mondo. L’obiettivo mio è sì andare ai Mondiali, ma per entrare in una finale. E per far ciò bisogna fare decisamente di meglio in prospettiva anche delle Olimpiadi. Tecnicamente sono il ranista italiano più vicino ai Mondiali? Sì, ma il tempo non l’ho fatto e non so se avranno un occhio di riguardo per la mia situazione. Di certo spero mi portino lo stesso, ma io non sono mai stato favorevole alle eccezioni, anche perché mi sono sempre guadagnato le qualificazioni internazionali centrando i limiti. Il record del mondo sotto i 58’’ di Peaty? Impressionante. Prenderei da lui un po’ di forza, mi servirebbe molto, anche se nella forza esplosiva sono migliorato molto su questo aspetto. Se guardiamo ai grandi finalisti mondiali e olimpici sui 200 rana, rimane basilare trovare un passaggio a metà gara intorno ai 59 secondi. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto bene e con Tamas – Gyertyanffy, ndr – abbiamo raggiunto un livello medio di preparazione sempre più alto. Supporto meglio gli allenamenti più duri e riesco a recuperare meglio fisicamente e mentalmente. Un mese fa, infatti, nuotavo ben al di sotto del limite dei 2’10’’. In gara non ha funzionato oggi».

Un Campionato Assoluto davvero speciale per il beniamino dello Stadio del Nuoto Simone Sabbioni. Il 18enne riccionese eletto miglior atleta europeo under 18 dell’anno ha centrato il record italiano sui 100 dorso nella prima giornata di gare, chiudendo con il secondo titolo tricolore nei 50 metri, con tanto di nuovo primato personale in 25’’99: «Ho migliorato di due decimi il 50, mi dispiace per Niccolò Bonacchi che è arrivato secondo in finale, ma ha peggiorato il tempo nuotato – 25’’94, ndr - stamattina. Però io sono soddisfatto della mia gara e del mio Campionato. Adesso mi riposerò per qualche giorno e poi ricominceremo a tutta per preparare al meglio Kazan. Sono diventato da promessa a una certezza? Lo spero, ma il nuoto è uno sport molto strano e a volte si gioca anche un po’ sulla fortuna. Però si basa tutto sul lavoro e per chi lavora arrivano i risultati. I Campionati sono abbastanza strani per me, perché sono stati i miei primi in cui ho alloggiato con la squadra – il Centro Sportivo Esercito – e non sono tornato a casa, forse è stato un bene per me. Per il resto non sono cambiate molte altre cose».

Simone Sabbioni Esercito

24''99 all'arrivo dei 50 dorso. Simone Sabbioni esulta per il suo secondo titolo italiano individuale. Photo Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto.

 

 

 

È delusa Arianna Castiglioni, la stellina della rana italiana aveva imbastito un 2015 in costante ascesa, entrando nella top 10 mondiale e centrando il pass “virtuale” nei 100 metri un mese fa, a Milano. Oggi, dopo i 50 velocissimi di ieri, non si è ripetuta, vincendo sì ma in 1’07’’55 mezzo secondo oltre il tempo valido per la convocazione iridata: «Per me è una delusione, anche dopo la staffetta che ho nuotato ieri, pensavo di arrivare davvero sotto l’07’’. Forse ho pagato un po’ le attese che mi ero creata in questa settimana. Credevo fortemente di valere un tempo migliore e questo mi ha creato un po’ di tensione che non mi ha affatto aiutata, evidentemente. Cosa non ha funzionato? La nuotata non era come avrebbe dovuto essere. Ho fatto lo stesso passaggio di stamattina ai 50 metri, ma facendo due bracciate in più e quindi più fatica. Quindi ho capito che le cose non andavano. Per fortuna ho fatto il tempo per i 50 e ai Mondiali ci andrò. Però tenevo tantissimo a fare bene su questa distanza, visto che il tempo limite lo avevo già raggiunto da carica, il mese scorso».

A Kazan già era certa di andare con la 4x200 sl, Diletta Carli. Ma la 18enne viareggina si toglie la soddisfazione di vincere il suo primo titolo Assoluto negli 800 stile libero dopo una bella lotta con Aurora Ponselè. Per lei arriva il primato personale (8’31’’54) in una distanza non tra le sue preferite: «Sono contentissima per il mio primo titolo assoluto. A questi Primaverili la mia condizione era abbastanza buona. Certo, speravo di fare un po’ meglio nei 400, la gara che mi riesce meglio e sicuramente è più nelle mie caratteristiche rispetto all’800. I 200 sono un po’ un enigma per me. Non sempre vengono come vorrei, anche se c’è da dire che ieri – quarto posto nella gara individuale con personale e limite agguantato per entrare in staffetta, ndr – è venuta meglio. Speravo comunque di fare un po’ meno sinceramente. Quanto agli 800 d’oro di oggi, devo dire che li soffro tanto fisicamente: per me sono una gara di resistenza. Ma sono riuscita a vincerli. Devo dire che il trasferimento a Ostia – nel gruppo con il tecnico federale Stefano Morini, ndr - dall’inizio di questa stagione sta dando buoni frutti finora. Penso a Kazan? Ma, credo che dopo questi Assoluti, la priorità si possa spostare verso la scuola, visto che tra pochi mesi dovrò sostenere l’esame di maturità».

Bene anche Luisa Trombetti, la torinese ha trovato la sua prima vittoria in carriera nei Campionati Primaverili. Per lei dei 200 misti in 2’13’’42, capaci di farla balzare al terzo posto all-time in Italia: «Era importante vincere qui ed era importante trovare il mio primo titolo ai Primaverili. Il tempo mi soddisfa in quanto rappresenta il mio nuovo personale, ma mi ero allenata per nuotare un po’ più velocemente. Ho fatto diversi errori. Ero molto tesa e rigida e non sono riuscita a esprimermi al meglio. Ma ribadisco, questa vittoria per me vale tantissimo. Si deve ancora lavorare per i mondiali. Ho già ottenuto la qualificazione per tre gare alle Universiadi di luglio e sono sicura sarà una bellissima esperienza in cui cercherò di migliorarmi. Se dovessi migliorarmi al punto di trovare il pass mondiale? Vedremo, starà ai tecnici decidere. Ma per ora non pensiamoci, mi godo questo momento».

 

 

 

Nella foto sotto, Luisa Trombetti. La torinese è la terza italiana più veloce di sempre nei 200 misti. Photo Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

TROMBETTI Luisa FFOO

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