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Nuoto

Il Recco fa 26, e “triplete”

Lo squadrone ligure vince il 26° scudetto della sua storia, il 7° consecutivo. Nella finale piega l’ottimo Brescia in due partite non facili. Posillipo, Savona, Florentia e Acquachiara si classificano nell’ordine.

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E fanno ventisei, gli ultimi sette consecutivi. La Pro Recco fa suo lo scudetto 2012 e, per dirla alla Mourinho, chiude la stagione con un “triplete”: Lega Adriatica, Champions League e titolo italiano in successione. Una vittoria annunciata, certo, ma non per questo meno importante. Anzi, più significativa perché ottenuta riuscendo ad evitare il sempre incombente rischio di assuefazione, la sindrome da appagamento che, dopo una messe di successi, può anche manifestarsi se non si riesce a tenere alta la tensione. E a Pino Porzio, tra gli altri meriti, va riconosciuto quello, non secondario, di saper gestire senza flessioni psicofisiche significative un gruppo di altissimo livello con il meglio in circolazione nei rispettivi ruoli. Citazione d'obbligo per i campioni d'Italia 2012: Tempesti, Ivovic, Deni Fiorentini, Zlokovic, Felugo, Gitto, Giacoppo Giorgetti, Figlioli, Lapenna, Di Costanzo, Pastorino e capitan Benedek al passo d'addio.

Questa volta, dopo i due tentativi (a vuoto) del Savona, ci ha provato il Brescia a dire stop. La squadra di Sandro Bovo, alla terza finale scudetto della sua storia (rocambolesco titolo del 2003, fattore campo rivoluzionato con tre vittorie esterne su 5; secco 3-0 nel 2008), ha venduto cara la pelle, confermando di non essere arrivata per caso a sfidare i campioni in carica, a coronamento di una stagione da incorniciare con la conquista della Coppa Italia.

Sono bastate due partite per assegnare il tricolore. Ma per i pluricampioni non è stato facile mettere sotto un avversario mai domo. Lo si è visto in gara-1 con i i lombardi - in evidenza il portierino Del Lungo, ormai erede naturale di Tempesti, Giorgi, Nora, Elez e l'evergreen Calcaterra – capaci di tenere in equilibrio il match fino a meno di un minuto dalla sirena (parziali: 4-3, 1-0, 0-1, 4-4). Di Giorgetti il match ball recchelino a 58 secondi dalla sirena. Un finale thrilling, sostanzioso viatico per la partita-scudetto.

E l'attesa non è stata delusa. Palasystema gonfio di pubblico e di passione, squadre caricatissime, Porzio e Bovo lucidi nelle direttive, pronti a decifrare le fasi più intricate e a sollecitare e placare le tensioni, a seconda delle circostanze. Che il Recco non volesse correre rischi lo si è capito fin dai primi 10 minuti: 4-0 con tripletta di Zlokovic, un gigante, all'inizio della seconda frazione. Pare finita. Ma il Brescia non ci sta: Calcaterra, Loncar (3 gol in partita) e Nora (2) fanno infiammare il Palasystema. Felugo dalla distanza e Di Costanzo rimettono le cose a posto. Si chiude sul 6-4. Partita aperta. Porzio può permettersi di cambiare in blocco i sei giocatori di movimento, Bovo ha la panchina corta ma la carica agonistica (“Provocazione”, secondo Porzio) è tanta. Ma sono anche troppi gli sprechi in superiorità (3 su 10 alla fine; 5-8 per i recchelini). Il terzo tempo si chiude 6-8. La vasca è caldissima. Loncar fa esplodere la sua rabbia nei confronti di Tempesti e la passione della tifoseria in apertura di quarta frazione. Ma sono le ultime stille di energia psicofisica. L'immenso Zlokovic (mattatore di giornata con un poker di reti) rimette la corazzata recchelina sulla rotta-scudetto, Felugo e Di Costanzo beffano Del Lungo, Calcaterra è l'ultimo a cedere, Figlioli chiude il match e sigilla lo scudetto numero 26 con una rasoiata a pelo d'acqua: 12-8. Game over. Tuffo collettivo, il terzo in stagione per Pino Porzio dopo Rijeka e Oradea. E' lui, con il suo Recco, il padrone della pallanuoto mondiale. Tutto il resto è normalità.

Le altre (inutili) sfide play off hanno messo in fila, nell'ordine, Posillipo, Savona, Florentia e Acquachiara. Da rilevare, rispetto alla regular season, il balzo della squadra di Carlo Silipo (dal quinto al terzo posto) e della Florentia (dal settimo al quinto); la discesa del Savona (dal terzo al quarto) e dell'Acquachiara (dal quarto al sesto).

Semifinali. Passano Pro Recco e Brescia. Tutto piuttosto facile per i recchelini. Si sa, quando sente profumo di scudetto, Il dream team di Pino Porzio tira fuori gli artigli. E non ce n'è più per nessuno. Noblesse oblige. Per buona parte di gara-1 il Posillipo prova a tenere il passo, ma alla distanza prevale la force de frappe dei pluricampioni. Finisce 11-7 (doppiette di Ivovic, Felugo e Zlokovic tra i recchelini; triplette di Paskovic e Saccoia tra i napoletani), forse ingrato per la squadra di Carlo Silipo.

La storia non cambia alla “Scandone”, anzi è tutto (fin troppo) più facile per i recchelini, già sul 5-1 nella seconda frazione e sul 6-2 nella terza. Senza storia il quarto tempo (3-3) giocato in scioltezza e indulgendo ad un pizzico di accademia. In grande spolvero Ivovic, onnipresente in difesa e in attacco, l'inossidabile Benedek (2 gol) e saracinesca-Tempesti. A fare la differenza, oltre all'indiscutibile e inarrivabile tasso tecnico dei liguri, i colossali sprechi dei posillipini in superiorità (1-11). Per Silipo la soddisfazione di aver messo la prua davanti ai “cugini” dell'Acquachiara, e poi del Savona, dopo una stagione sempre a rincorrere. Pino Porzio approda alla sua ventunesima finale-scudetto: 12 da giocatore, 9 da allenatore. Ma, come si sa, non finisce qui.

Tra Brescia e Savona tutta un'altra storia. Gara-1: in chiusura di terzo tempo, i liguri sono in vantaggio di due reti (10-8) e parrebbero in grado di tenere il vantaggio. Ma non è così. Nella quarta frazione i padroni di casa buttano in acqua tutte le restanti energie fisiche e mentali: pressing asfissiante, ottime percentuali in superiorità e dal perimetro con Elez mattatore (6 gol il bottino personale); i biancorossi fanno harakiri in panchina, vanno in confusione, “sporcano” la percentuale in superiorità, fin lì del 100 per cento, lasciano varchi in difesa e rimediano un mortifero parziale di 4-0. Finisce 13-12 (2-3, 4-3, 2-4, 5-2). Alti lai dei biancorossi per un gol fantasma di Elez, fotocopia alla rovescia del “caso Muntari” di Milan-Juventus: a San Siro la palla era entrata, ma non per l'arbitro; a Brescia è accaduto il contrario: il tiro di Elez non era oltre la linea ma gli arbitri l'hanno visto dentro. Così è se vi pare.

Al ritorno il Savona pareggia il conto. Vittoria biancorossa all'overtime (11-9) in un match dai tre volti e dalle molte emozioni: partenza a razzo dei bresciani (1-3), risalita rabbiosa dei padroni di casa con un parziale di 7-2 nei successivi 16 minuti (2-1, 5-1), colpo di coda dei Bovo boys nella quarta frazione (1-4). Matteo Gitto, protagonista (3 reti) con Nora (4) di una prestazione di tutto rispetto, porta avanti i suoi nel primo supplementare, ma il Savona, pur privo di Aicardi (lesione al pollice della mano destra, intervento chirurgico, due mesi di stop, Olimpiade ad alto rischio), non molla: il giovane Damonte porta il match in perfetto equilibrio (10-10), Rizzo fa esplodere la piscina a 19 secondi dai rigori. Si va a gara -3.

Vince il Brescia (8-6), ma il Savona, pur costretto a ridisegnarsi tatticamente per l'assenza di Aicardi, e con una panchina ridotta all'osso (sette-titolari-sette più i baby), tiene la prua avanti per tre tempi (4-5). La quarta frazione segna la svolta. Bovo scuote i suoi, Presciutti fa subito 5-5 e per il Savona è la fine dei sogni. I biancorossi accusano la stanchezza, perdono forza e lucidità, ma soprattutto sprecano superiorità in quantità industriali (1-6; 2-10 il bilancio complessivo; 6-10 quello dei lombardi).

Il Brescia ha meritato la finale per il suo percorso di continua crescita, frutto di un proficuo mix tra vecchi draghi (Calcaterra, Mammarella, Binchi) e giovani leoni (Del Lungo, Nora, Giorgi e Gitto), più il valore aggiunto Presciutti, cecchino in servizio permanente effettivo, l'altro tiratore scelto Elez e Loncar ('87). Un successo reso possibile dal costante lavoro di Sandro Bovo, certo tra i migliori tecnici su piazza.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per il Savona? Mezzo pieno, e forse qualcosina di più, grazie alla (ri)conquista dell'Euro Cup; mezzo vuoto per aver mancato l'appuntamento con la terza finale consecutiva e la discesa di due gradini rispetto al 2011. Va pur detto che, senza Aicardi e con un organico ridotto all'osso, sarebbe stato improponibile affrontare con qualche chance la Pro Recco nella sfida scudetto. Ma non è (e non può) essere un alibi, né una consolazione.

Quarti di finale. Passa facile il Recco sul Bogliasco baby con identico punteggio (17-8), soffre ma liquida il conto in due gare il Brescia con la Florentia (5-4, 11-12), devono appellarsi a gara-3 il Savona con il Camogli (14-12, 10-13, 11-7) e il Posillipo con l'Acquachiara (11-8, 11-12, 7-6). Unica sorpresa, ma nemmeno tanto, trattandosi di un derby con tutte le variabili tecnico-tattiche e adrenaliniche del caso, il colpo di coda dei posillipini. Ma c'era da mettere in conto che Silipo, avviato al passo d'addio, avrebbe saputo motivare al meglio i suoi giocatori per un match che poteva riscattare una stagione sulle montagne russe, tra sorrisi (pochi) e delusioni (molte). E ne valeva la pena, in una “Scandone” vestita a festa, traboccante entusiasmo e passione in una nuova rivalità dal sapore antico. L'Acquachiara ha forse pagato la tensione di una sfida tra ex di lungo corso e con in palio la leadership sotto il Vesuvio. Un quarto di finale degno di una finale, almeno per quanto riguarda la cornice di pubblico, certo non imitato nelle altre piscine dove nessuno ha fatto a botte per entrare.

Tra le altre eliminate, degna di sottolineatura la doppia prestazione della Florentia, capace di dare filo da torcere al Brescia. Leonardo Sottani ha raccolto proprio nel finale di stagione (come confermerà il quinto posto acciuffato a spese dell'Acquachiara) i risultati del suo nuovo lavoro a bordo vasca. Di Fulvio, Bini, Pagani e Gobbi sono garanzie per guardare al futuro con fiducia. Solo le prodezze del croato Elez, già protagonista della finale di Coppa Italia con il Recco, hanno costretto i toscani alla resa. Bene anche il Camogli, capace di trascinare l'intermittente Savona a gara-3. Una squadra giovane (età media 23 anni e mezzo) e con ampio margine di crescita: Cupido è del '95, Nicholas Presciutti del '92, Luongo, già nel giro azzurro, e Valentino del '90.

Il campionato 2011-2012 si chiude con significativi addii in panchina e in vasca: Carlo Silipo, gloria e bandiera posillipina, lascia dopo cinque stagioni la guida del team rossoverde (il tecnico delle giovanili Occhiello probabile sostituto); Tibor Benedek sveste la sua calottina onusta di gloria per assumere la guida del Camogli sotto gli auspici di patron Volpi e Pino Porzio, che gli daranno in dote gli spagnoli Molina e Perrone; termina l'esperienza napoletana anche Sandrone Calcaterra, destinazione Civitavecchia; lasciano il Savona, afflitto dall'ennesimo ridimensionamento, Alberto Angelini, Goran Fiorentini e Goran Volarevic, destinazione Jug, un ritorno a casa; in bilico tra Savona e Recco il centroboa Matteo Aicardi (Deserti il probabile sostituto), così come Valentino Gallo ormai maturo per passare alla corte di Pino Porzio. Il resto si vedrà.

Ma la stagione non finisce qui. Anzi. Il bello deve ancora venire. Londra è sempre più vicina. Buona Olimpiade a tutti.

Luciano Angelini

L'ALBO D'ORO

1911/12 Genova, 1912/13 Genova,

1913/14 Genova, 1918/19 Genova,

1919/20 RN Milano, 1920/21 Andrea Doria,

1921/22 Andrea Doria, 1922/23 S. Sturla,

1924/25 Andrea Doria, 1925/26 Andrea Doria,

1926/27 Andrea Doria, 1927/28 Andrea Doria,

1928/29 Triestina, 1929/30 Andrea Doria,

1930/31 Andrea Doria, 1931/32 RN Milano,

1932/33 RN Florentia, 1933/34 RN Florentia,

1934/35 RN Camogli, 1935/36 RN Florentia,

1936/37 RN Florentia, 1937/38 RN Florentia,

1938/39 RN Napoli, 1939/40 RN Florentia,

1940/41 Guf RN Napoli, 1941/42 Guf RN Napoli,

1945/46 RN Camogli, 1946/47 Canottieri Olona,

1947/48 RN Florentia, 1948/49 RN Napoli,

1949/50 RN Napoli, 1950/51 Can. Napoli,

1951/52 RN Camogli, 1952/53 RN Camogli,

1953/54 Roma, 1954/55 RN Camogli,

1955/56 Lazio, 1956/57 RN Camogli,

1957/58 Can. Napoli, 1958/59 Pro Recco,

1959/60 Pro Recco, 1960/61 Pro Recco,

1961/62 Pro Recco, 1962/63 Canottieri Napoli,

1963/64 Pro Recco, 1964/65 Pro Recco,

1965/66 Pro Recco, 1966/67 Pro Recco,

1967/68 Pro Recco, 1968/69 Pro Recco,

1969/70 Pro Recco, 1970/71 Pro Recco,

1971/72 Pro Recco, 1972/73 Can. Napoli,

1973/74 Pro Recco, 1974/75 Can. Napoli,

1975/76 RN Florentia, 1976/77 Can. Napoli,

1977/78 Pro Recco, 1978/79 Canottieri Napoli,

1979/80 RN Florentia, 1980/81 RN Bogliasco,

1981/82 Pro Recco, 1982/83 Pro Recco,

1983/84 Pro Recco, 1984/85 Posillipo,

1985/86 Posillipo, 1986/87 Pescara,

1987/88 Posillipo, 1988/89 Posillipo,

1989/90 Canottieri Napoli, 1990/91 RN Savona,

1991/92 RN Savona, 1992/93 Posillipo,

1993/94 Posillipo, 1994/95 Posillipo,

1995/96 Posillipo, 1996/97 Pescara,

1997/98 Pescara, 1998/99 Roma,

1999/00 Posillipo, 2000/01 Posillipo,

2001/02 Pro Recco, 2002/03 Brescia,

2003/04 Posillipo, 2004/05 RN Savona,

2005/06 Pro Recco, 2006/07 Pro Recco,

2007/08 Pro Recco, 2008/09 Pro Recco

2009/10 Pro Recco, 2010/11 Pro Recco,

2011/12 Pro Recco.

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