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Roma, Sabato 24 Dicembre 2016 – Il Gip chiude l’annosa vertenza CONI-FIN

Dal GIP un Buon Natale a Barelli e alla Federnuoto

Con decreto di archiviazione ampiamente motivato il GIP ha sollevato la FIN dalle accuse del CONI, e ha chiuso definitivamente la sconcertante vicenda nata quasi tre anni fa per iniziativa del CONI.

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L’ Ufficio Stampa della Federnuoto ha oggi inviato ai media la seguente nota, accompagnata da Comunicato Stampa:  Rinnovando gli auguri natalizi, si inoltra il comunicato della Federazione Italiana Nuoto relativo al decreto di archiviazione emesso dal Tribunale di Roma / sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari attinente il procedimento a carico del presidente Paolo Barelli e di un funzionario federale per le ipotesi di malversazione ai danni dello Stato, concorso e falso ideologico.

Seguono comunicato e link per leggere il decreto di archiviazione argomentato dal GIP, dott.ssa Antonella Minunni.

Comunicato Stampa. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, dott.ssa Antonella Minunni, ha archiviato il procedimento a carico del presidente Paolo Barelli e di un funzionario federale per le ipotesi di malversazione ai danni dello Stato, concorso e falso ideologico perché non sono ravvisabili condotte che comportino reato.
Il giudice afferma tra l'altro "la correttezza delle procedure adottate dalla FIN" sia con riferimento agli aspetti contabili che a quelli di formazione e di esposizione del bilancio, e attesta il rispetto da parte della FIN del vincolo di destinazione del contributo statale alle finalità imposte.
Il decreto di archiviazione chiude in modo definitivo, e con piena estraneità ai fatti contestati, la questione causata dalla denuncia del CONI depositata il 30 gennaio 2014 contro la Federazione Italiana Nuoto e il suo presidente per truffa.
Felicità perché è stato affermato dal tribunale che il comportamento della FIN è ineccepibile?
No, profonda tristezza e stizza perché per tre anni la Federazione si è dovuta difendere da accuse irriguardose e prive di fondamento avanzate con pervicacia da CONI e CONI Servizi, distraendo energie economiche e professionali che sarebbero dovuto essere destinate a sostenere una delle realtà più vincenti dello sport italiano.
Ora è Natale ed è necessario essere "buoni"; ma successivamente sarà doveroso compiere una profonda riflessione su una ferita ancora aperta e dolorosa per tutta la famiglia della Federazione Italiana Nuoto.
Consulta il decreto di archiviazione argomentato dal GIP:
http://www.federnuoto.it/images/archiviazione_fin_1216.pdf

 

Il nostro Commento

Dopo quasi tre anni si è finalmente chiusa, con decreto di archiviazione del GIP, una vicenda kafkiana nata per volontà del CONI, presidente Giovanni Malagò, e della CONI Servizi Spa, presidente Franco Chimenti, il 30 gennaio 2014 (sotto, nella foto di Giorgio Scala/Deepbluemedia, Malagò e Chimenti sono ritratti con Paolo Barelli).

Giovanni Malago, presidente Coni, Franco Chimenti, presidente Coni Servizi e Federazione italiana Golf, Paolo Barelli, presidente Federazione italiana nuoto, Cesare Butini, Commissario tecnico nuoto

Un GIP (giudice delle indagini preliminari) ha sanzionato la fine definitiva di una vicenda dolorosa, che ha provocato lacerazioni nel tessuto sportivo italiano.

Il decreto di archiviazione soddisfa pienamente la FIN, considerata non soltanto esente da ogni pecca ma anche capace di gestire esemplarmente le risorse affidatele.

Una vicenda che ha visto papà CONI avventarsi contro il presidente di una delle sue figlie più capaci e meritevoli, la Federazione Italiana Nuoto.

Una vicenda che innesca inevitabilmente una questione etica e una questione morale: l’impiego di risorse finanziarie che avrebbero dovuto e potuto essere investite a sostegno dello sviluppo della pratica sportiva. Quante? Per la sempre conclamata, ma non sempre attuata, trasparenza dovrebbero farcelo sapere.

In ogni caso, qualunque sia il loro ammontare, è inconcepibile che si siano spesi soldi e sprecate energie con l’intento di nuocere ad una propria federazione, guarda caso dimostratasi la migliore alle recenti olimpiadi, dove i suoi atleti e le sue squadre hanno vinto otto medaglie, poco meno di un terzo del totale (28), con venti federazioni presenti a Rio.

La Federnuoto, costretta a difendersi, ha dovuto fare altrettanto: e cioè impiegare soldi ed energie che avrebbero potuto essere incanalate più produttivamente.

Il CONI, questo CONI, pare sempre più proiettato nelle lobby della politica, anche per compiacere e autocompiacersi, e nelle luci rutilanti della mondanità, e sembra avere in parte smarrito la propria missione.

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