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Spazio Libero

Bilancio di fine stagione – I nuotatori emergenti nel mondo

L'impatto dei giovani sul nuoto mondiale d'élite

Con l'avvento di campionati mondiali juniores e delle olimpiadi giovanili, i talenti del nuoto mondiale scoprono in anticipo le proprie carte. Ma chi di loro sarà in grado di confermarsi a livello assoluto? Qualcuno è già capace di insidiare i mostri sacri della disciplina acquatica?

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Capita spesso di sentire affermazioni volte a denigrare il valore degli atleti capaci di eccellere in giovane età. In linea di massima questo “pregiudizio” non è del tutto infondato, in quanto è vero che sottoporre ad eccessivi carichi di allenamento ragazzi in fase di sviluppo comporta l'aumento dell'insorgenza di infortuni e patologie croniche. Si deve aggiungere, inoltre, che privilegiare la mole di lavoro all'aspetto qualitativo non pare essere sintomo di un approccio lungimirante, giacché – nella maggior parte dei casi – gli atleti che riescono a “sfondare” sono quelli dotati di una migliore tecnica natatoria.

Tali osservazioni, tuttavia, non tengono in adeguata considerazione il fatto che, pur in gioventù, si possa primeggiare in virtù di un talento smisurato, unito – ovviamente – ad un allenamento consono. In tal senso, esempi calzanti di atleti illustri ancora in attività sono Katie Ledecky (oro negli 800 stile libero a Londra 2012 a 15 anni), Ruta Meilutyte (oro nei 100 rana a Londra 2012, 15 anni), Daniel Gyurta (argento nei 200 rana ad Atene 2004, 15 anni), Michael Phelps (quinto nei 200 farfalla a Sidney 2000, 15 anni): certamente nessuno potrebbe dire che i precoci risultati da loro raggiunti siano stati i migliori ottenuti in carriera. D'altra parte, non tutti i futuri fenomeni giungono tanto rapidamente all'apice mondiale della relativa disciplina, ben potendo seguire un percorso di crescita fisica e/o sportiva più lento (Ryan Lochte, Inge de Bruijn) o riuscire ad eccellere sì, ma “solamente” fra i propri coetanei.

In ragione della moltiplicazione delle manifestazioni juniores – o, in senso più ampio, “giovanili” – cui si è assistito negli ultimi anni, di seguito si presterà particolare attenzione a quei teenager i quali, anno dopo anno, continuano la propria maturazione agonistica tentando di individuare coloro che, nel prossimo futuro, potranno divenire protagonisti pure nelle competizioni internazionali assolute.

Nel 2006 si è svolta, a Rio de Janeiro (BRA), la prima edizione dei Campionati Mondiali Giovanili di Nuoto. Nell'occasione fu l'Italia a dominare il medagliere complessivo, aggiudicandosi 9 ori, 6 argenti e 2 bronzi. Il felice esperimento fu ripetuto a Monterrey (MEX), nell'anno 2008. Gli Stati Uniti che, al pari di altri paesi, a Rio non avevano convocato la migliore squadra possibile (lasciando a casa, ad esempio, la talentuosa Katie Hoff) nella manifestazione messicana hanno trovato pronto riscatto, ottenendo il massimo numero di vittorie (9).

Dopo lo spostamento dei Campionati dagli anni “pari” a quelli “dispari” (causata dall'introduzione dei Giochi Olimpici Giovanili Estivi nel 2010), la cadenza biennale della competizione e il predominio degli States – 1° posto a Lima 2011, 3° a Dubai 2013 ma senza Katie Ledecky – sono rimasti immutati. Ciò che è cambiato, piuttosto, è il livello delle prestazioni realizzate, che hanno subìto un'accelerazione persino maggiore rispetto a quella sperimentata nel contesto “assoluto”. Di tale progresso sono emblema alcuni riscontri cronometrici registrati a Dubai, che avrebbero consentito l'accesso alla finale – se non proprio il raggiungimento di un risultato di rilievo – ai Campionati del Mondo di Barcellona. A titolo esemplificativo, si noti che il 7:45.67 (800 stile libero) di Mackenzie Horton (classe '96) avrebbe garantito all'atleta australiano il quinto posto individuale ai Mondiali Assoluti di stanza in Catalogna.

Come si è anticipato, nel 2010 gli astri nascenti dei paesi di tutto il mondo si sono confrontati nel corso dei Giochi Olimpici Giovanili Estivi, a Singapore. Al pari delle Olimpiadi “Assolute” tale manifestazione si svolge ogni quattro anni e la seconda edizione ha, dunque, avuto luogo questa estate al Nanjing Olympic Sports Center, in Cina.

Per ciò che concerne i limiti di età per la partecipazione alle menzionate competizioni, a seguito di modifiche del regolamento originario, pare adesso pacifico che ai Campionati Mondiali Giovanili possano prendere parte atleti maschi di età compresa tra i 15 e i 18 anni, per le femmine la fascia di età è 14-17. Alle Olimpiadi Giovanili, invece, possono partecipare ragazzi tra i 14 e i 18 anni, senza distinzione di genere.

Osservando i risultati di tali manifestazioni torna utile quando si è detto poc'anzi.  Vi sono casi in cui atleti che hanno centrato persino tre successi individuali – e dunque, in teoria, destinati ad un glorioso avvenire – non sono stati capaci di effettuare un ulteriore salto di qualità rimanendo delle eterne promesse, non mantenute. Nel 2006 nessun atleta colse la tripletta, nel 2008 vi riuscirono Daniel Bell (NZL), Dagny Knutson (USA) ed Elena Sokolova (RUS): nessuno dei tre si è poi confermato come atleta di livello assoluto, fatta eccezione per la partecipazione a qualche staffetta. Nel 2011 soltanto Daryna Zevina (UKR) fu capace di conquistare tre ori individuali, ma negli anni seguenti si è dimostrata consistente soltanto nelle competizioni europee, prevalentemente di vasca corta.

In senso opposto, ossia in grado di confermarsi nel contesto assoluto, si sono distinti la cinese Yi Tang (che dopo aver vinto 50, 100 e 200 stile libero alle Olimpiadi Giovanili del 2010 ha dato riprova del proprio talento con il bronzo olimpico dei 100 stile libero, Londra 2012), Ruta Meilutyte (la quale, a dire il vero, prima del successo olimpico aveva ottenuto delle vittorie “soltanto” agli EYOF 2011) e, nella medesima direzione pare muoversi Mack Horton – unico, al pari della Meilutyte, ad aver colto 4 ori individuali ad un Campionato Mondiale Giovanile, Dubai 2013 – che anche quest'anno ha proseguito nel proprio percorso verso la vetta del mondo.

In definitiva, dunque, non è possibile fare generalizzazioni in ordine al futuro degli atleti in grado di eccellere in giovane età, poiché le loro prestazioni – oltre che dal talento – possono essere fortemente condizionate da altri fattori. Anzitutto dalla crescita fisica, il cui grado di sviluppo incide in maniera notevole sui risultati ottenuti nelle brevi distanze: emblematico, in tal senso, è il caso della Nuova Zelanda giacché alcuni dei propri atleti sono riusciti ad aggiudicarsi le competizioni veloci favoriti da un patrimonio genetico di compartecipazione polinesiana (in primis, i cugini Fa'amausili, Orinoco vincitore dei 50 stile nel 2008 e Gabrielle prima nei 50 dorso nel 2013, hanno chiare origini samoane). Secondariamente, i riscontri cronometrici discendono dal carico di allenamento a cui vengono sottoposti i nuotatori: agli esempi, tristemente noti, di Russia e Cina si possono aggiungere quelli di Polonia, Ungheria e Giappone che generalmente prevalgono in quelle gare (400-800-1500 sl, 200 do, 200 ra, 200 fa, 200 e 400 mx) in cui lo “sfruttamento intensivo” garantisce migliori risultati. Infine l'utilizzo – nel corso dello sciagurato biennio 2008/2009 – dei costumi tecnologici ha condizionato, almeno in parte, l'esito dei Campionati Mondiali Giovanili di Monterrey 2008.

In virtù di quanto – sin qui – detto si potrebbe legittimamente dubitare dell'utilità di un'analisi attorno ai medagliati delle competizioni giovanili. In realtà, però, fino a questo momento si ha avuto riguardo solamente a coloro che hanno vinto 3 o più ori individuali. Spostando l'indagine sugli atleti che – ai Mondiali Giovanili '06, '08, '11 o alle Olimpiadi '10 – hanno conseguito almeno una medaglia e confrontando tali dati con quelli dei Campionati Mondiali Assoluti e delle Olimpiadi (o eventualmente dei Campionati Europei, Giochi del Commonwealth, Pan Pacifici e Giochi Asiatici) si nota che molti dei nuotatori attualmente all'apice dei ranking mondiali avevano mostrato il proprio talento ben prima dell'affermazione nel panorama assoluto. Di seguito un breve sunto dei migliori atleti rivelatisi nelle competizioni giovanili (in grassetto coloro che vantano almeno un podio olimpico o mondiale individuale in vasca da 50 metri).

RIO '06

Maschi: Fesikov, Santucci, Lestingi, Scott Flowers (oggi noto come Tyler Clary), Pesce, Giorgetti, Pizzini, Siladji, Titenis, Jukic.

Femmine: Schreiber, Muffat, Etienne, Tang, Belmonte, Zueva, Simonova, Leverenz, Bianchi, Lowe.

MONTERREY '08

Maschi: Dotto, Leonardi, Izotov, Di Giorgio, Treffers, Sankovich, Walker-Hebborn, Kawecki, Toniato, Koch, Colupaev.

Femmine: Lippok, Romano, Pelton, Sogar, Reason, Fukudome, Di Pietro, Henique, Andreeva, Jardin.

SINGAPORE '10

Maschi: Govorov, To, Metella, Stjepanovic, Quintero, Le Clos, Toumarkin, Bernek, Bizzarri, Biczo, Cieslak.

Femmine: McKeon, Kapas, Zevina, Di Liddo, Santamans, Ignacio Sorribes, Zavadova.

LIMA '11

Maschi: McEvoy, Detti, Paltrinieri, Diener, Pebley, Bonacchi, Laugeni, Hagino, Murphy, Samilidis, Yamaguchi, Hirai.

Femmine: Campbell, Neal, MacLean, Fu, Otsuka, Fissneider, Watanabe, Stewart, Polieri, Higuchi.

Oltre agli atleti che hanno colto un podio mondiale od olimpico, vi sono moltissimi che, pur non avendo ancora raggiunto tale risultato, si trovano nell'élite di una o più discipline (un esempio su tutti, Gabriele Detti negli 800 stile libero, ma lo stesso potrebbe essere ripetuto per Kanako Watanabe nelle distanze di 100 e 200 rana, e ancor più per Cameron McEvoy nei 100 stile libero), hanno realizzato un record del mondo (Akihiro Yamaguchi, 200 rana) o, dopo una fase di parziale appannamento, hanno conseguito risultati di assoluto rilievo in uno dei Campionati/Giochi svoltisi nella stagione estiva 2014 (Velimir Stjepanovic, oro nei 200 e 400 stile libero ai Campionati Europei di Berlino; Christian Diener e Judit Ignacio Sorribes, rispettivamente, argento nei 200 dorso e 200 farfalla nella medesima competizione; Luca Leonardi, terzo nei 100 stile libero, ancora a Berlino; Bronte Campbell, a podio nei 50 e 100 stile libero sia ai Giochi del Commonwealth che ai Pan Pacifici; Emma McKeon un oro e due bronzi ai Giochi del Commonwealth et cetera).

In sostanza, si rileva che moltissime delle giovani promesse che si erano fatte largo nel corso delle competizioni sopra menzionate non sono andate perdute e che, sebbene con alcune stagioni di ritardo, hanno iniziato ad affacciarsi nel panorama assoluto. Se solo si considera la prestazione della spagnola Ignacio Sorribes ai recenti Campionati Europei, nel corso dei quali (nei 200 farfalla) è riuscita a mettere dietro l'iron lady, Katinka Hosszu, si comprende pienamente l'importanza di non trascurare i talenti giovanili, nemmeno quando questi spariscono dal radar dei media per alcuni anni.

Alla luce di tali osservazioni, e pur consapevoli che i nuotatori i quali hanno gareggiato in competizioni giovanili precedenti all'anno 2012 possano ancora proseguire la propria crescita sportiva, ci concentriamo – adesso – sugli atleti che hanno ben figurato nelle manifestazioni giovanili svoltesi negli ultimi due anni. In particolare, tenendo in considerazione i risultati dei Mondiali di Dubai (2013) e delle Olimpiadi di Nanchino (2014), anzitutto verificheremo quali prestazioni individuali avrebbero consentito il raggiungimento del podio o di un risultato non distante da esso nei Campionati dei “grandi” di pertinenza di ciascuno atleta. In ottica prospettica, inoltre, si cercherà di fare delle previsioni su coloro che possiedono maggiori margini di miglioramento in considerazione dell'età, della maturazione fisica, della tecnica natatoria e – perché no – dell'aspetto caratteriale, ossia della ferma volontà di prevalere sempre sugli avversari.

Dubai '13

MASCHI

Come di consueto in giovane età, i ragazzi non sono stati molto competitivi – a livello assoluto – nelle gare da 50 e 100 di alcuno stile.

Si è già accennato in precedenza che la parentesi più felice sono stati gli 800 stile libero di Mack Horton (classe '96), in quanto il crono di 7:45.67 gli avrebbe assicurato il quinto posto nella finale mondiale di Barcellona. Lo stesso Horton, ripetendo i tempi di Dubai, avrebbe conquistato il quinto posto nei 400 (3:47.12) ed il sesto nei 1500 (14:56.60), ma in entrambi i casi è maggiore il demerito dei finalisti di Barcellona (che nell'atto conclusivo hanno spesso peggiorato il crono delle batterie) rispetto al reale valore delle prestazioni del giovane australiano.

Altre buoni riscontri cronometrici sono stati realizzati da Luca Mencarini ('95) nei 200 dorso (1:57.92), dal russo Aleksandr Palatov ('95) nei 200 rana (2:10.75) e dallo statunitense Andrew Seliskar ('96) nei 200 farfalla (1:56.42). Ciascuno di tali tempi, tuttavia, non avrebbe consentito l'accesso alla finale dei Campionati Mondiali Assoluti. Lo statunitense Joseph Bentz ('96), invece, sarebbe rientrato con l'ottavo tempo e giunto ottavo in finale nei 400 misti, 4:14.97.

Infine, una delle note più liete è giunta dalle frazioni “lanciate” della staffetta 4x200 stile libero: il britannico James Guy ('95) 1:46.39, Horton 1:45.84. Si tratta di prestazioni di livello estremamente elevato confermato quest'anno dal grande progresso che i due giovani hanno dimostrato nei 400 stile libero: 3.44.58 per Guy (ai Giochi del Commonwealth), 3:44.60 Horton (ai Campionati Australiani), rispettivamente sesto e settimo crono annuale stagionale.

FEMMINE

Le ragazze sono rimaste distanti dall'accesso alla finale di Barcellona in tutte le distanze dello stile libero e dei misti.

Poco migliore la situazione nella farfalla e nel dorso: nei 100 delfino la russa Svetlana Chimrova ('96) e nei 200 dorso la statunitense Kylie Stewart ('96) avrebbero centrato l'accesso alla finale in ottava posizione, ma i loro tempi sarebbero stati ben lontani da quelli necessari per giungere sul podio. In entrambi gli stili, però, nel corso della stagione 2014 – di cui diremo tra breve – si è assistito ad un incoraggiante salto di qualità da parte della ungherese Liliana Szilagyi ('96) e dall'americana Katie McLaughlin ('97), entrambe specialiste della farfalla, e ad un ulteriore progresso della russa Daria K. Ustinova ('98) nel dorso.

Le discipline in cui i Mondiali di Dubai hanno offerto vero spettacolo sono state le tre finali della rana. Nei 50 (29.86) e nei 100 (1:06.61) la supercampionessa lituana, Ruta Meilutyte ('97), ha dato un saggio della propria classe, mentre nei 200 (2:23.12) si è imposta in maniera autorevole l'ucraina Viktoriya Solnceva ('98). Entrambe le atlete, d'altra parte, erano ampiamente chiamate al successo, avendo scoperto le proprie carte in occasione dei Mondiali Assoluti (e, nel caso della lituana, già a Londra 2012). Ricollegandoci a tale ultima osservazione si noti che gli atleti in grado di competere per un piazzamento a medaglia ai Campionati Mondiali di Barcellona hanno finalizzato la preparazione annuale per quell'evento, trovandosi – così – in una condizione approssimativa (in primis, Meilutyte, Solnceva, Ustinova) ai Mondiali Juniores, o hanno perfino deciso di non presenziare a tale manifestazione (Katie Ledecky).

Il discorso è almeno parzialmente diverso per l'anno 2014. In effetti, non essendovi Campionati Mondiali od Olimpici Assoluti, alcuni giovani atleti – e/o le Federazioni stesse – hanno fissato nelle Olimpiadi cinesi il proprio obiettivo stagionale. Indubbiamente vi sono state delle eccezioni (la Ledecky, ad esempio, ha preferito competere solo ai Pan Pacifici, e pure Mack Horton ha rinunciato alla massima competizione giovanile) e taluni atleti hanno partecipati a più di una manifestazione (Ruta Meilutyte prima ai Giochi Olimpici poi ai Campionati europei), ma – in linea di massima – a Nanchino si è assistito al meglio di ciò che il “vivaio” del nuoto mondiale può offrire.

In virtù dell'opzione a favore delle Olimpiadi Giovanili, e dunque del mancato confronto diretto con i campioni di età più matura, è opportuno evidenziare quale posizione sarebbe stata raggiunta dai talenti impegnati in Cina qualora questi avessero effettuato il medesimo tempo nei propri Campionati di pertinenza (es. gli anglofoni nei Giochi del Commonwealth, gli altri nuotatori del vecchio continente ai Campionati Europei, gli statunitensi ai Pan Pacifici, cinesi e giapponesi ai Giochi Asiatici, et cetera).

Nanchino '14

MASCHI

La valutazione effettuata in precedenza con riferimento ai giovani ragazzi – ossia l'incapacità di eccellere nello sprint – è valida pure per le Olimpiadi Giovanili, con la sola eccezione del cinese Hexin Yu ('96). In effetti, sia a causa delle storiche difficoltà che i nuotatori orientali incontrano nelle brevi distanze (specialmente dello stile libero) sia, effettivamente, per l'ottima prestazione del giovane cinese, Yu, ripetendo 22.00 ai Giochi Asiatici, avrebbe ottenuto l'argento nei 50 stile libero. Tale astrazione sarebbe valida se non fosse che Yu ha partecipato pure a quei campionati ed il notevole peggioramento lo ha relegato ad un ruolo di comparsa. Non maturo per il salto di grado.

Matheus de Santana ('96 - foto di copertina): devastante. Dopo un'intera stagione in cui il brasiliano, nei 100 stile libero, si è espresso costantemente e persino in progresso su un livello mai raggiunto da un atleta “junior”, Santana è stato ancora in grado di migliorarsi nella finale più importante della stagione, nella gara regina del nuoto. Nonostante il cinese Yu – dal quale aveva subito una sonora sconfitta nei 50 – abbia provato a metterlo in difficoltà, con un passaggio rapido nella prima vasca, il brasiliano non si è scomposto ed ha toccato la piastra in 48.25. Record mondiale juniores, 8 decimi di vantaggio sul secondo, settimo tempo mondiale dell'anno. Ai Pan Pacs sarebbe arrivato secondo, davanti al campione olimpico Nathan Adrian, al bicampione mondiale James Magnussen e al leggendario Michael Phelps. Sul primo gradino sarebbe rimasto il giovane ('94) australiano Cameron McEvoy, forse il solo che può dividere Santana dal sogno di vincere i 100 stile libero alle Olimpiadi di casa, a Rio 2016.

Nelle altre distanze dello stile libero vi sono stati riscontri cronometrici piuttosto modesti, specialmente se si tiene conto dei tempi che sarebbero stati necessari per raggiungere il podio nelle competizioni assolute.

Nel dorso maschile, quest'anno, si è assistito ad una crescita esponenziale. Vi sono almeno quattro atleti in grado di esprimersi in maniera eccellente, potenzialmente capaci di competere – da subito – a livello assoluto: Evgeny Rylov ('96) (RUS), Simone Sabbioni ('96) (ITA), Apostolos Christou ('96) (GRE) Guangyuan Li ('97) (CHN). Questi nuotatori, nel corso dell'anno solare 2014, si sono sottratti l'un l'altro i primati mondiali dai 50 ai 200 dorso, confermandosi su tempi spaventosi. Il crono del russo sui 50 (25.09) e quello del russo e di Sabbioni sui 100 (ex aequo, 54.24) avrebbero mancato il podio europeo per appena 9 centesimi. Lo stesso russo sarebbe giunto secondo nei 200 con 1:57.08, alle spalle del polacco Radoslaw Kawecki. Si ricordi, però, che in occasione degli EuroJunior il greco aveva realizzato il WJR dei 100 dorso, 54.03, che gli avrebbe garantito il terzo posto europeo della distanza.

Nella rana le prestazioni olimpiche sono state buone, ma gli unici due “fenomeni” non hanno brillato in finale. Per il russo Anton Chupkov ('97), che soffre fortemente la pressione nelle gare importanti, è stato già tanto riuscire a vincere una finale (quella dei 100, 1:01.29), mentre il giapponese Ippei Watanabe ('97) si è forse limitato a controllare gli avversari (2:11.31). I due hanno peggiorato, rispettivamente, mezzo secondo ed un secondo dai propri personali – nonché record mondiali juniores – ma anche qualora avessero ripetuto tali tempi non sarebbero giunti vicini al podio dei Campionati Assoluti.

Inoltre, se niente di particolarmente interessante è emerso nei misti, lo stesso non può essere ripetuto per la farfalla. I 50 sono stati vinti dal cinese Yu (il sopracitato stileliberista), ma è nei 200 e soprattutto nei 100 che vi sono state delle grandi sorprese. Nella doppia distanza olimpica l'ungherese Tamas Kenderesi ('96) si è imposto con 1:55.95, distante 21 centesimi dal podio e a 66 centesimi dall'oro europeo! Nei 100 farfalla il cinese Zhuhao Li – il più giovane vincitore olimpico, classe '99! – ha denaturato la propria condotta di gara per non far scappare il russo Alksandr Sadovnikov e lo ha poi bruciato nel finale, 52.94 vs 52.97. In tale gara non è il tempo realizzato l'aspetto di particolare rilievo, bensì l'incredibile carattere del ragazzino cinese, la volontà di mettere sempre la mano davanti. Questa straordinaria dote, congiunta ad un talento raro, gli ha consentito di migliorarsi un secondo pieno ai Campionati Asiatici (51.91, WJR), di sconfiggere i due atleti di corsia attigua alla propria, dovendosi inchinare al solo Joseph Schooling (51.76), il quale però difficilmente riuscirà a tenerlo dietro negli anni a venire.

FEMMINE

A dispetto del fatto che due dei tre record mondiali juniores femminili siano stati realizzati da Rozaliya Nasretdinova ('97), i tempi dei 50 stile libero (24.88) e 50 farfalla (26.26) della russa non sono realmente competitivi. Il continente europeo e, ancor più, il pianeta si esprimono su livelli ben diversi. Lo stesso discorso è valido per il mezzo fondo dello stile libero (400 e 800 metri), per i misti e per le tre distanze del dorso, sebbene – in tal caso – il livello estremamente basso dei 200 dorso ai campionati europei avrebbe lasciato una minima speranza di podio ad Ambra Esposito ('96), vincitrice a Nanchino con 2:10.42, distante 63 centesimi dal terzo gradino continentale.

Nei 100 e 200 stile libero, sia ai Giochi Olimpici Giovanili, sia ai Giochi Asiatici la grande protagonista è stata Duo Shen ('97), capace – alle Olimpiadi – di 53.84 e 1:56.12. I tempi, sono indubbiamente buoni, ma la tecnica di nuotata non è degna di un atleta di alto livello: se la cinese intende provare a raggiungere Cate Campbell (52.62 ai Pan Pacs quest'anno) e le specialiste dei 200, è necessario un radicale intervento sui profili tecnici.

Nella rana, la partecipazione di Ruta Meilutyte ha garantito la realizzazione di prestazioni altrimenti inarrivabili. La lituana, prima di volare a Berlino (per i Campionati Europei), si è aggiudicata i 50 e i 100 rana in 30.14 e 1:05.39. Inutile, forse, sottolineare che se avesse potuto confrontarsi con la neo-campionessa europea dei 100 rana (1:06.23), la danese Rikke Moeller Pedersen, l'avrebbe agevolmente sconfitta.

L'ultima nota riguarda i 100 e i 200 farfalla. Liliana Szilagyi, classe '96 (quindi non più ascrivibile alla categoria “junior”), ha effettuato un notevolissimo progresso rispetto ai tempi realizzati lo scorso anno a Dubai. Nei 100 è scesa a 57.67, un crono che le avrebbe dato accesso al podio continentale, essendo di quattro centesimi inferiore rispetto al bronzo di Ilaria Bianchi. Nei 200 farfalla l'ungherese ha fermato il cronometro addirittura a 2:06.59. Tale prestazione, oltre a conferirle astrattamente l'argento europeo (sette centesimi al di sotto della prestazione della spagnola Judit Ignacio Sorribes), la pone al terzo posto nel ranking annuale della distanza. Si noti – infine – che a Nanchino, in entrambe le gare della farfalla, l'argento è stato conquistato dalla cinesina (classe '98!) Yufei Zhang, con 57.95 e 2:08.22. Questi riscontri cronometrici l'avrebbero collocata, rispettivamente, sul secondo e sul terzo gradino del podio ai Giochi Asiatici.

Prima di concludere è doveroso rivolgere brevemente l'attenzione a quei giovani che hanno optato per la partecipazione ad eventi di respiro “assoluto”.

Ai Campionati Europei le “nuove” leve juniores giunte sul podio sono Daria K. Ustinova ed Arianna Castiglioni. La russa (terza nei 200 dorso in 2:09.79), in realtà, è una vecchia conoscenza, sia in considerazione delle prestazioni realizzate nel 2013 ai Mondiali di Dubai, sia per la costanza con cui si è espressa tutto l'anno su livelli molti elevati. I tempi segnati agli Europei costituiscono una prima battuta d'arresto, denotando un regresso rispetto ai record stagionali (59.78, 2:08.02) che peraltro, a dirla tutta, non erano di molto inferiori ai personali dello scorso anno (1:00.11, 2:08.39): in sostanza, si tratta di un'atleta cresciuta prestissimo che potrebbe avere relativamente poco da migliorare nel prossimo futuro.

Arianna Castiglioni, al contrario, rappresenta una boccata d'aria fresca sia per il movimento italiano giovanile di nuoto, sia per il vecchio continente, insidiato dalle giovanissime promesse extraeuropee. L'italiana, nei suoi 100 rana, prima ha migliorato il proprio personale in batteria e semifinale, poi ha impostato la gara per le medaglie in maniera estremamente intelligente, forzando i primi 50 metri per non rimanere staccata dalle avversarie. Il tempo conclusivo, 1:07.36, è 5 centesimi superiore rispetto al tempo della semifinale, ma ciò che conta è il fantastico bronzo ottenuto.

Mentre i massimi calibri europei cercavano di prevalere sugli avversari a Berlino, nella Gold Coast australiana si tenevano i Pan Pacifici.

Se è vero che al maschile non vi sono state molte sorprese, si deve spendere due parole per Reo Sakata. Il nippico, classe '96, che nel corso della stagione si è sensibilmente migliorato nei 100 e 200 stile libero – in cui è giunto vicino al WJR (1:47.74 vs 1:47.36) – in Australia ha nuotato una fantastica frazione “lanciata” nella 4x200, 1:45.78, meglio di Phelps, secondo solo a Ryan Lochte.

Nel settore femminile le due Katie, Ledecky e McLaughlin, entrambe nate nel 1997, hanno realizzato record mondiali: juniores nel secondo caso, juniores ed assoluti nel primo. Non è possibile, in questa sede, tributare i giusti onori alla più luminosa stellina statunitense; sarà sufficiente dire che se continuerà su questa strada (che quest'anno l'ha portata a migliorare più volte i record di 400, 800 e 1500) diverrà presto la più grande campionessa della storia del nuoto. L'altra Katie, nella stagione 2014, ha confermato il successo ottenuto lo scorso anno ai Mondiali Giovanili di Dubai realizzando il WJR dei 200 farfalla, 2:07.08, ed aggiudicandosi il terzo posto ai Pan Pacifici. Sebbene non sia più una “junior”, eccezionale è stato il progresso, nell'anno corrente, di Cierra Runge ('96). L'americana, che fino al 2013 aveva nuotato prevalentemente 50, 100 e (talvolta) 200 stile libero, ha iniziato a cimentarsi nel mezzofondo con esiti eccellenti: 400 stile in 4:04.55, settima prestazione mondiale dell'anno, 800 in 8:24.69, nona prestazione annuale.

Agli Junior Pan Pacifici, svoltisi alle Hawaii, hanno ben figurato i farfallisti.

Nei 200 farfalla femminile, sono quattro le atlete che promettono di insidiare il recente record mondiale della McLaughlin. Le giapponesi Ito ('99) e Hasegawa ('00) e le statunitensi Bayer ('99) e Kukurugya ('98) hanno nuotato tra i 2:09.02 e 2:10.41, ma dovremo aspettare i prossimi anni per vedere se e quanto saranno capaci di migliorare. La stessa Hasegawa, però, si è già dimostrata solida nei 100, conquistando l'oro in 58.91.

Anche al maschile i migliori sono stati i delfinisti: Andrew Seliskar ('96) si è ripreso il primato mondiale juniores dei 200 farfalla, 1:55.92, abbassando di 3 centesimi il tempo dell'ungherese Kenderesi; nei 100, invece, è stato sconfitto dal più giovane connazionale Alex Valente ('97), autore di un ottimo 52.60.

Altrettanto degne di menzione sarebbero tre ragazze statunitensi del mezzofondo, ma la loro età (compresa tra il '98 e il '00) impone prudenza e si aspetterà dunque i prossimi anni prima di celebrare le relative gesta.

Ai Giochi Asiatici di Incheon (KOR) le sorprese sono state essenzialmente due ed in entrambi i casi si tratta di atleti cinesi.

Del farfallista Zhuhao Li si è già detto in precedenza. Al suo fianco si è distinta Xinyi Chen, autrice di un incredibile WJR nei 100 farfalla, 56.61, e di quello dei 50 stile, 24.87. La giovanissima, classe '98, è estremamente competitiva anche nei 100 stile libero, 50 farfalla e 200 misti. Per un commento più dettagliato sui due talenti cinesi si rinvia a http://www.mondonuoto.it/magazine/spazio-libero/2014/10/02/ag-super-hagino-fa-poker-balandin-tris-sun-e-ye-bis.

Ai Giochi del Commonwealth non si sono messi in evidenza molte promesse juniores.

L'unico da rilevare è il gallese Daniel Jervis, classe '96, capace di cogliere il terzo gradino del podio nei 1500 stile libero in 14:55.33.

A Glasgow, però, è emersa l'elevatissimo livello del team britannico, che pur diviso in Inghilterra, Galles, Scozia (ed Irlanda del Nord) è riuscito a mettere in difficoltà l'Australia. La verità è che la Gran Bretagna risulta, nell'intero contesto mondiale, il paese che ha meglio investito sui teenager. I frutti del suo lavoro sono rappresentati da una super squadra Assoluta-Giovane ('93-'96) di incredibile consistenza, che dietro alle punte Siobhan-Marie O'Connor, Adam Peaty, Ross Murdoch, vede una nutrita compagine di grandi talenti. La Gran Bretagna è oggi l'esempio da seguire per il resto del globo acquatico.

In conclusione, si può dire che tutti questi campionati giovanili sono fondamentali sia perché rappresentano un costante stimolo per gli atleti – che in tal modo evitano di “montarsi la testa” quando escono vittoriosi da un campionato nazionale o europeo juniores – sia per iniziare ad accettare la sconfitta nel modo corretto. La possibilità di paragonarsi in un contesto più ampio aiuta a comprendere che c'è sempre qualcosa da migliorare e impegnandosi, anno dopo anno, su elementi tecnici e sull'aspetto caratteriale si può arrivare ai Campionati Assoluti (Europei e Mondiali) con una consapevolezza ed una umiltà del tutto differenti.

Le competizioni giovanili, inoltre, sono molto utili anche per i team e i relativi tecnici in quanto permettono di osservare cosa viene fatto in altre parti d'Europa o del mondo e valutare quali innovazioni tecniche portano ad un reale vantaggio in termini cronometrici. In prospettiva, sarebbe bello che i campionati giovanili promuovessero la collaborazione tra federazioni nazionali, in maniera da agevolare periodi di allenamento congiunto tra gli atleti ai vertici di una determinata disciplina (per intenderci, qualcosa di simile a ciò che Paltrinieri e Horton hanno progettato di fare nei prossimi mesi).

Dalle Olimpiadi Giovanili del 2010 uscì fortemente valorizzato il sudafricano Chad Le Clos (un oro e tre argenti individuali a Singapore). Ai Giochi Asiatici dello stesso anno Shiwen Ye conquistò l'oro dei 200 e 400 misti destando grande sensazione. Entrambi vinsero almeno un oro alle Olimpiadi di Londra 2012.

Chi tenterà di emulare i loro successi?

Dovendo fare due nomi, uno per ciascun sesso, ci limitiamo a scommettere sui delfinisti cinesi – Zhuhao Li e Xinyi Chen –, ma siamo certi che saranno molti i giovani capaci di stupire.

 

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