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Londra, 9 Dicembre 2016 – Rivelata questa mattina la versione finale e completa del “Rapporto McLaren”

DOPING: nuova "bomba" McLaren

Questa mattina il professor Richard McLaren, nel corso di una conferenza stampa a seguito della pubblicazione della sua relazione sul consumo di droga nello sport russo, ha sollevato il coperchio sul doping sistematico operato in Russia su una scala senza precedenti. Più di 1.000 atleti russi in circa 30 sport hanno preso parte a un 'complotto istituzionale' per utilizzare farmaci vietati alle Olimpiadi di Sochi e di Londra, e in occasione di altri eventi globali.

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Pubblichiamo di seguito la traduzione adattata di un articolo scritto da Keir Radnedge, presente alla conferenza stampa, per l’AIPS, l’Associazione Internazionale della Stampa Sportiva presieduta dall’italiano Gianni Merlo.

 

Richard McLaren (in copertina nella foto di Adrian Dennis/AFP/Getty Images) ha aperto un nuovo fronte nella guerra contro il doping, sia in generale sia con riferimento allo scandalo russo in particolare. Il professore di diritto canadese ha presentato oggi per la World Anti-Doping Agency la versione completa, definitiva e di gran lunga più dettagliata della sua relazione, a lungo attesa, che espone gli inganni dei russi in materia di doping.

 

In una conferenza stampa a Londra di Mc Laren ha detto che da occasionale la pratica di doping occulto ("cover-up”) si è evoluta nel corso degli anni in una strategia istituzionalizzata e disciplinata per vincere medaglie, “operata su una scala senza precedenti."

Il che significa che il sistema russo sarebbe andato al di là di qualsiasi cosa operata nell’ex Unione Sovietica e dal vecchio, famoso e vituperato sistema della Germania Orientale.

McLaren ha affermato che lo scarso rendimento della Russia alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 ha spinto lo sviluppo di un sistema di doping e “cover-up” che si è "raffinato nel corso del suo utilizzo a Londra 2012, alle Universiadi 2013, ai Mondiali di atletica di Mosca 2013 e ai Giochi invernali di Sochi nel 2014. "

Più di 1.000 atleti russi "sono stati coinvolti o hanno beneficiato della copertura sistematica e centralizzata e della manipolazione del processo di controllo antidoping."

In tutto, all'interno del sistema, "695 atleti russi e 19 atleti stranieri possono essere identificati come coinvolti nelle manipolazioni per nascondere i test di controllo antidoping potenzialmente positivi."

McLaren era stato membro della inchiesta indipendente guidata dall'ex presidente WADA Dick Pound dopo le rivelazioni iniziali dei media sul sistema russo di doping endemico.

Lo scorso maggio la McLaren era stato nominato dalla WADA per approfondire le accuse del dottor Grigory Rodchenkov, l'ex direttore del Laboratorio di Mosca accreditato WADA, circa la manipolazione dei campioni di controllo antidoping ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi del 2014.

La relazione intermedia di McLaren aveva causato il caos olimpico in vista dei Giochi di Rio da cui i russi dell’atletica leggera erano stati esclusi dalla Federazione internazionale di atletica leggera (IAAF).

Descrivendo lo sviluppo e l'evoluzione del sistema di doping sistematico McLaren ha detto che "ben noti atleti di alto livello hanno avuto i loro primi risultati falsificati automaticamente. . . Per molti atleti russi la routine del mangiare, dormire, del viaggiare…è stata completata da un regolare programma di doping ".

Il sistema era stato perfezionato in vista delle Olimpiadi di Londra.

Una escalation di controlli effettuati in occasione dei più importanti campionati ha confermato la sistematicità e ha rivelato la connivenza dei servizi di sicurezza russi (FSB).

McLaren ha proseguito: "Per ogni azione dalla WADA c'è stata una reazione russa."

Ma le prove sono schiaccianti, e McLaren ha aggiunto: "Le prove forensi non si basano solo su testimonianze verbali ma su fatti concreti, dimostrati.”

"Il risultato delle analisi forense e di laboratorio avviate dal mio team hanno stabilito che la cospirazione è stata perpetrata tra il 2011 e il 2015, ma è possibile che sia iniziata molto prima.

"Per anni l’esito delle competizioni sportive internazionali è stato influenzato dai russi. Allenatori e atleti hanno giocato su un campo irregolare. Gli appassionati di sport e gli spettatori sono stati ingannati. E' tempo che tutto ciò finisca. "

 

Il mese scorso Vitaly Smirnov, l'ex ministro dello sport sovietico ora voce della Commissione anti-doping della Russia, ha insistito il Paese "non ha mai avuto un sistema di doping sponsorizzato dallo stato".

 

Le riunioni dei rappresentanti della WADA e del Comitato Olimpico Internazionale nel corso degli ultimi quindici giorni hanno creato varie proposte di azione, ma la prospettiva di misure efficaci che emergono dal trambusto è minima.

Rapporto completo: https://www.wada-ama.org/en/resources/doping-control-process/mclaren-independent-investigation-report-into-sochi-allegations-0

 

 

 

 

 

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