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Camillo Cametti at Large

XXXI Olimpiade - Analisi degli Highlights e Bilancio finale delle Gare di Nuoto a Rio de Janeiro

Phelps, Ledecky, Stati Uniti, Paltrinieri e molto altro ancora

Australia sotto tono, Italia nona nel medagliere, grazie anche ai due bronzi di Gabriele Detti. Germania, Olanda e Brasile zero medaglie. Anche Adam Peaty, Ryan Murphy, Anthony Ervin, Gregorio Paltrinieri, Jeff Schooling, Kylie Chalmers, Katinka Hosszu, Sarah Sjostrom, Simone Manuel, Penny Oleksiak, fra i maggiori protagonisti.

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Rio2016 Olympic Games

Il programma olimpico di nuoto a Rio de Janeiro si è sviluppato secondo il format consueto di otto giorni, dal 6 al 13 agosto, ma le gare hanno avuto luogo in orari insoliti e inediti, con le batterie a partire dalle ore 13.00 e le finali e semifinali dalle ore 22.00. L'osservazione più immediata è che, diversamente da quanto temuto da alcuni, la qualità delle prestazioni non ha sofferto: sono caduti numerosi record - mondiali, mondiali juniores, continentali, olimpici, nazionali e personali - e le competizioni sono state spesso emozionanti o addirittura elettrizzanti.

Ci sono state anche delle contro prestazioni, con alcuni grandi atleti incapaci non soltanto di salire sul podio, ma a volte anche di accedere alla finale o alle semifinali. Tuttavia i loro flop sembrano essere stati determinati più dal precario stato di forma, forse a causa di una preparazione non ben calibrata, o da una traiettoria agonistica ormai discendente, non tanto dai nuovi orari di gara.

 

Michael Phelps, il più grande di sempre

La storia di Michael Phelps, 31 anni compiuti il 30 giugno scorso, è incredibile e unica. Phelps era già stato proclamato il più grande nuotatore di tutti i tempi al termine dei Giochi di Londra, nel 2012, dove aveva vinto sei medaglie, 4 d'oro e 2 d'argento, e dove il presidente FINA Julio Maglione gli aveva consegnato un trofeo speciale, in riconoscimento della sua grandezza. Sollevando quel trofeo Michael fece un giro d’onore intorno alla piscina, per rispondere alle acclamazioni e all'inarrestabile standing ovation della folla che gremiva lo Stadio Olimpico Aquatics.

Ancora prima dell’inizio di quella Olimpiade Phelps aveva preannunciato che avrebbe posto fine alla sua carriera di nuotatore a fine manifestazione.

Sembrava fosse così, e il suo commiato, avvenne con l’inimitabile palmares di 22 medaglie olimpiche, di cui 18 d'oro.

In realtà Phelps era già stato riconosciuto come il miglior nuotatore di sempre alla fine delle Olimpiadi di Pechino 2008, dove aveva vinto 8 medaglie d'oro: un’impresa stupefacente che pose fine alle speculazioni su chi, tra lui e Mark Spitz - sette medaglie d'oro a Monaco 1972 -, avrebbe dovuto essere considerato il più grande nuotatore di sempre.

Quello che doveva essere un ritiro definitivo durò invece soltanto un anno e mezzo, e nel mese di aprile del 2014 Phelps tornò a calcare gli scenari agonistici delle piscine. Da allora Michael ha lavorato duro, molto duro, per fare del suo ritorno, e soprattutto per fare della sua quinta e ultima Olimpiade, un successo memorabile.

A Rio Michael Phelps ce l’ha fatta: ha raggiunto i suoi obiettivi vincendo altre 6 medaglie olimpiche, 5 d'oro e una d’argento, portando così il suo totale alle Olimpiadi a 28 medaglie, di cui 23 d'oro: di queste ultime ben 13 in gare individuali.

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Vincendo a Rio i 200m misti Phelps è anche diventato l'unico atleta nella storia a vincere la medaglia d'oro nello stesso evento per quattro Olimpiadi consecutive. Tale impresa - una pietra miliare nella sua straordinaria carriera - potrebbe essere di per sé sufficiente per essere considerato il più grande atleta della storia delle Olimpiadi.

Capitano della squadra e portabandiera degli Stati Uniti durante la Parata delle Nazioni alla Cerimonia di Apertura, Phelps è stato a Rio l'atleta di maggior successo dei Giochi per la quarta Olimpiade consecutiva.

Nessuno - nessun altro nuotatore, nessun altro atleta in qualsiasi sport - potrà mai essere come lui.

Queste le sue 5 medaglie d'oro a Rio: 200 m farfalla 1: 53.36 (di poco avanti a due nuotatori promettenti: il 21enne giapponese Masato Sakai, che ha toccato appena 4 centesimi dopo, e il 20enne ungherese Tamas Kenderesi, 26 centesimi dietro); 200m misti individuali 1: 54.66; 4 × 100 m stile libero 3: 09.92; 4 × 200 metri stile libero 7: 00.66; 4 × 100m mista 3: 27.95 (record olimpico). (nella foto di copertina la staffetta 4x100 mista maschile USA:  Phelps è fra Nathan Adrian e Ryan Murphy, ciascuno vincitore di due medaglie individuali; il primo a destra è il ranista Cody Miller).

Straordinaria la sua medaglia d'argento nei 100m farfalla in 51.14, in un inedito pari merito a tre, con Chad Le Clos (RSA) e Laszlo Cseh (HUN).

L’incredibile carriera internazionale di Michael Phelps si è estesa su oltre 16 anni e su 5 Olimpiadi, la prima a Sydney 2000 quando, a 15 anni, portò a casa il quinto posto nei 200m farfalla.

Secondo un sondaggio Michael Phelps è stato l'atleta più citato su Twitter, mentre le sue connazionali Simone Manuel e Katie Ledecky sono rientrate fra le prime dieci.

Il nuoto è risultato lo sport più commentato dagli utenti di Twitter. (Quì sotto Phelps va ad abbracciare la famiglia: la compagna Nicole Johnson, il figlioletto Boomer e la mamma Debbie).

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Nuotatori Top e Top Performer

Michael Phelps e Katie Ledecky, alfieri degli Stati Uniti, rispettivamente con 6 medaglie (5 d’oro) e 5 medaglie (4 d'oro), sono stati i migliori nuotatori della otto giorni olimpica.

La Ledecky ha anche stabilito 2 record mondiali, nei 400m e 800m stile libero, rispettivamente, in 3: 56.46 e 8: 04.79, entrambi equivalenti a 1011 punti (IPS/FINA).

Nella nostra graduatoria mettiamo al terzo posto l’ungherese Katinka Hosszu, 27 anni, non solo perché vincitrice di 4 medaglie individuali, 3 ori e un argento, ma anche per avere stabilito il record mondiale nei 400m misti. La sua vittoria più difficile è stata nei 100m dorso (nella foto qui sotto il podio), dove è comunque riuscita a tenere a bada la giovane americana Kathleen Baker per 30 centesimi, 58.45 a 58.75.

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Al quarto posto il dorsista americano Ryan Murphy, 21 anni, vincitore di 3 medaglie d’oro – nei 100m e 200m individuali e con la staffetta mista -, anch’egli capace di realizzare un nuovo record del mondo, nei 100m dorso, nella prima frazione della staffetta.

Chiude la nostra Top Five la svedese Sarah Sjostrom, con 3 medaglie individuali, una di ciascun metallo, e un record mondiale nei 100m farfalla.

La migliore prestazione è stata realizzata dal britannico Adam Peaty (foto sotto) quando ha stabilito il suo secondo record del mondo dei 100m rana, con 57.13, tempo equivalente a 1018 punti (il primo lo aveva realizzato in semifinale, con 57.55).

Peaty è stato il primo nuotatore britannico capace di vincere un oro olimpico dopo 28 anni.

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La gara più emozionante

Insuperabile la suspense e le emozioni nei 100m farfalla maschili. Immaginate, tre super campioni del calibro di Michael Phelps, Chad Le Clos e Laszlo Cseh, tutti sorpassati da un ragazzo da Singapore, Jeff Schooling, 21 anni, che ha chiuso molto forte e ha toccato in 50.39 (record asiatico), nettamente davanti ai tre assi, tutti secondi in 51.14, in un inedito pareggio per la medaglia d’argento. E’ stato bello vederli salire sul podio mano nella mano, felici anche di avere perso da un giovane rampante ma non da uno degli altri due (qui sotto il podio).

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Quelli che non mollano mai

Michael Phelps naturalmente, e Katinka Hosszu. Ma anche Anthony Ervin,

Mireia Belmonte e Laszlo Cseh.

L’americano Anthony Ervin, 35 anni (foto sotto), ha ottenuto una vittoria straordinaria nei 50m stile libero, 16 anni dopo avere vinto la medaglia d’oro nella stessa gara a Sydney 2000. Ervin ha beffato Florent Manaudou, toccando prima di lui per un centesimo, 21.40 a 21,41. Il colosso francese, partito da campione in carica, ha dovuto accontentarsi della medaglia d'argento a Rio.

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La spagnola Mireia Belmonte, argento negli 800m stile libero a Londra, è riuscita a vincere l’oro nei 200m farfalla a Rio, con 2: 04.85; è salita sul podio anche nei 400m misti per la medaglia di bronzo.

Con la medaglia d'argento nei 100m farfalla, alla pari con Phelps e Le Clos, Laszlo Cseh ha fatto un passo avanti rispetto a Londra 2012, dove aveva vinto il bronzo nei 200m misti. Date le circostanze, considerata la sua lunga carriera e l'età, per Cseh questo argento vale oro.

 

Quelli che hanno difeso con successo i titoli vinti a Londra 2012

Michael Phelps leggendario. E’ stato l'unico uomo capace di mantenere un titolo olimpico individuale vinto a Londra 2012, quello dei 200m misti. Assieme ai compagni Michael ha poi mantenuto i titoli delle staffette 4x100m mista e 4x200m stile libero.

Nemmeno Yang Sun è riuscito a mantenere i suoi titoli di quattro anni prima: nei 1500m stile libero ha nuotato in batteria senza riuscire a qualificarsi per la finale; nei 400m stile libero ha preso l'argento. In compenso il cinese ha vinto l'oro nei 200m stile libero, gara in cui vinse l’argento a Londra.

Fra le donne soltanto Katie Ledecky (nelle foto sotto i podi degli 800m e dei 200m stile libero) è stata l'unica a confermare il titolo vinto a Londra 2012. La fenomenale americana, ormai 19enne, lo ha fatto negli 800m stile libero. Poi si è concessa altri due titoli, nei 200 e nei 400 metri stile libero. Negli 800 e nei 400 il suo predominio è stata travolgente, e ha vinto entrambe le gare a tempo di record del mondo. Nel 200 la sua superiorità è stata più "umana", ma la sua vittoria è stata comunque netta davanti a Sarah Sjostrom (SWE) ed Emma McKeon (AUS). Per Federica Pellegrini - campionessa olimpica nel 2008 e da tutti pronosticata sul podio alla vigilia – soltanto il quarto posto, con un tempo più lento del suo migliore stagionale realizzato in giugno al Sette Colli (qui sotto dopo l'arrivo).

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Eliminazioni Eccellenti

Alcuni campioni olimpici uscenti non sono riusciti a fare nemmeno le semifinali. Tra gli uomini Daniel Gyurta e Yannick Agnel.

Nei 200m rana l’ungherese è stato escluso dalle semifinali per avere realizzato il 17° tempo delle batterie, 1: 47.35. Tuttavia, la sua gloriosa carriera ha ricevuto una ricompensa qualche giorno dopo con l’elezione nella Commissione Atleti del CIO.

Nei 200m stile libero il francese è stato irriconoscibile. Anch’egli è stato escluso dalle semifinali con il 19° tempo delle batterie, 1: 47.35; entrambi sono rimasti circa 4 secondi sopra il loro tempo vincente di Londra 2012.

Tra le donne la grande delusione è venuta da Melissa “Missy” Franklin. L'americana, che nel 2012 aveva vinto i 100m dorso col record continentale e i 200m dorso col record del mondo, ha fallito l’ingresso in entrambe le finali.

 

Altre Grandi Delusioni

Ryan Lochte ha rinunciato a difendere il suo titolo dei 400m misti del 2012 e ha mancato il podio nei 200m misti, dove aveva vinto l'argento quattro anni prima (assieme al bronzo nei 200m dorso). Nei 200m misti Lochte ha stabilito il miglior tempo di qualificazione nelle batterie e il secondo miglior tempo in semifinale ma in finale non è andato oltre il quinto posto.

Il 32enne americano è stato criticato per la sua condotta dopo le Olimpiadi, quando ha fatto notizia la sua denuncia di una falsa rapina (che ha finto di aver subito da un tassista). Pochi giorni dopo ha ritrattato e si è scusato, ma intanto la figuraccia l’ha fatta, ha perso alcuni sponsor importanti ed è stato sospeso per dieci mesi dal Comitato Olimpico nazionale e dalla federnuoto americana. La FINA ha preso atto del provvedimento e l’ha giudicato congruo: così Lochte non potrà disputare i Mondiali del prossimo anno, a Budapest.

Rūta Meilutytė, lituana di stanza a Plymouth, in Inghilterra, che nel 2012, a 15 anni, aveva vinto la medaglia d'oro nei 100m rana, è entrata in finale con il secondo tempo ma ha fallito il podio arrivando soltanto settima.

Il coreano Tae-hwan Park, medaglia d'argento a Londra sia nei 200m sia nei 400m stile libero, è stato escluso da entrambe le finali. Per i suoi precedenti di doping Park era stato escluso dalla squadra per Rio dal proprio Comitato Olimpico nazionale; poi, in seguito alle azioni legali da lui intraprese, gli era stato concesso di partecipare.

Il dorsista giapponese Ryosuke Irie, argento nei 200m e bronzo nei 100m a Londra, è stato soltanto ottavo nei 200 metri a Rio.

Anche alcuni campioni del mondo a Kazan 2015, logicamente attesi sul podio, hanno deluso. L’australiana Emily Seebohm oro nei 100m e 200m dorso ai Mondiali 2015 e argento nel 100m dorso a Londra 2012, è rimasta esclusa dalle semifinali in entrambe le gare. Il tedesco Marco Koch, campione del mondo 2015 dei 200m rana, è arrivato solo settimo a Rio.

 

Sopravvissuti sul Podio

Nei 50m stile libero il francese Florent Manaudou è passato dall'oro all'argento, Ranomi Kromowidjojo dall'oro al bronzo; quattro anni fa l’olandese aveva vinto l'oro anche nei 100m stile libero, gara in cui è arrivata solo in quarta a Rio.

La bielorussa Aliaksandra Herasimenia ha vinto il bronzo nei 50m stile libero; fu argento nei 50m e 100m stile libero nel 2012.

Gli americani Dana Vollmer e Nathan Adrian, nel 2012 vincitori rispettivamente dei 100m farfalla femminili e nei 100m stile libero maschili, sono rimasti sul podio, pur scendendo di due livelli, per ricevere la medaglia di bronzo. Rispetto a Londra Adrian ha vinto un’ altra medaglia individuale, un altro bronzo, nei 50m stile libero.

Anche i sudafricani Chad Le Clos e Cameron van der Burgh e l’ungherese Laszlo Cseh appartengono a questa categoria.

A Londra Le Clos vinse sorprendente i 200m farfalla sconfiggendo Michael Phelps; inoltre vinse l'argento nei 100m farfalla; a Rio ha mantenuto quest’ultima medaglia, sia pure condividendola con Phelps e Laszlo Cseh, e ha vinto un altro argento nei 200m stile libero, dietro Yang Sun. A Londra l’ungherese aveva vinto il bronzo nei 200m misti.

Nei 100m rana Van der Burgh, oro nel 2012, ha dovuto cedere il passo al super potente britannico Adam Peaty per l’oro, ma è riuscito a salire sul podio per la medaglia d'argento.

La russa Yuliya Efimova, terza nei 200m rana a Londra,  nonostante le polemiche sulla sua partecipazione a Rio, ha fatto un passo avanti e ha vinto l’argento, aggiungendo anche l'argento nei 100 metri.

 

Emergenti ai Vertici

Uomini. Jeff Schooling, 21 anni, di Singapore ma cresciuto come un nuotatore élite negli Stati Uniti, ha avuto un forte impatto non solo perché ha vinto il primo oro olimpico per il suo paese (in qualsiasi sport), ma perché ha battuto tre grandi campioni giunti simultaneamente dietro di lui - il suo ex idolo Michael Phelps (nella foto sotto il "maestro" e l'allievo si stringono la mano), Chad Le Clos e Laszlo Cseh - per rivendicare il titolo dei 100m farfalla col tempo di 50.39, record asiatico e olimpico.

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Il profilo di Dimity Balandin, 21enne del Kazakistan, è simile a quello di Schooling. Anch’ egli è diventato il primo campione olimpico di nuoto per il suo paese vincendo a sorpresa i 200m rana, in 2: 07.46, per 7 centesimi sull’americano Josh Prenot, 2: 07.53, con l’emergente russo Anton Chupkov, 19 anni, terzo in 2: 07.70.

Il giovane australiano Kyle Chalmers, anch’egli diciannovenne (è nato nel 1998), è stato straordinario. Dai 13 ai 18 anni ha stabilito ogni record australiano in tutte le categorie di età nei 50m e 100m stile libero, gare da lui vinte anche ai Mondiali Juniores dello scorso anno. A Rio è balzato in cima al mondo quando ha trionfato nella gara regina, i 100 metri stile libero, per aggiudicarsi l'alloro olimpico in 47.88, dopo avere nuotato in 47.90 in batteria e 47.88 in semifinale, stabilendo ogni volta il record mondiale juniores.

Il suo connazionale Mackenzie “Mack” Horton, 20 anni, ha vinto i 400m stile libero, in 3: 41.55, davanti al favorito, il campione uscente Yang Sun.

Il giapponese Kosuke Hagino, ancora 21enne durante i giochi di Rio (ha compiuto 22 anni il 15 agosto), è stato il migliore nei misti: ha vinto l'oro nei 400 metri in 4: 06.05, record asiatico (in questa gara fu bronzo nel 2012) e l'argento nei 200 metri, dietro Phelps. Ha vinto anche il bronzo nella staffetta 4x200m stile libero, nuotando la prima frazione in un notevole 1: 45.35.

Donne. La danese Pernille Blume è stata la sorprendente vincitrice dei 50m stile libero, conquistando il primo oro nel nuoto per il suo paese dopo 68 anni.

L’americana Simone Manuel ha vinto i 100m stile libero ex aequo con la sedicenne canadese Penny Oleksiak, in 52.70: un’ inedita coppia d’oro, la prima afro-americana e la prima juniores, a vincere la gara più classica.

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Con 52.70 la Oleksiak ha stabilito il record del mondo juniores, migliorando di 2 centesimi il precedente da lei stessa realizzato in semifinale con 52.72.

La longilinea canadese (è alta 185cm) ha vinto anche l’argento nei 100m farfalla, in 56.46; anche questo tempo rappresenta il nuovo record mondiale juniores, migliorativo di quello stabilito in semifinale dalla stessa Oleksiak con 56.73. Un argento di grande valore se si si considera che la Oleksiak l’ha ottenuto appena dietro la svedese Sarah Sjostrom, vincitrice a tempo di record mondiale (foto sotto). La Oleksiak ha poi vinto anche due medaglie di bronzo nelle staffette e ha concluso la sua olimpiade con quattro medaglie: un bottino notevole, soprattutto per una sedicenne.

Rio 2016

Alla ribalta di Rio anche altre quattro giovani americane: Maya Dirado che ha vinto i 200m dorso battendo Katinka Hosszu; Lilly King che ha vinto l'oro nei 100m davanti alla Efimova; nella stessa finale la connazionale Katie Meili ha conquistato un sorprendente terzo posto, spingendo fuori dal podio la campionessa uscente, e favorita per la vittoria, Rūta Meilutytė; Kathleen Baker che ha conteso alla Hosszu l’oro nei 100m dorso.

Straordinario il 21enne americano Ryan Murphy, vincitore di entrambe le gare di dorso: i 100m in 51.97, i 200m in 1: 53.62. L'ultimo giorno, sui 100m dorso, ha addirittura stabilito il record mondiale nella prima frazione della staffetta mista in 51.85, così propiziando la vittoria degli Stati Uniti, e la sua terza medaglia terzo oro. Uno dei migliori nuotatori a Rio.

Gregorio Paltrinieri, 21 anni anche lui, ha vinto i 1500m stile libero in 14: 34.57, poco sopra il suo record europeo di 14: 34.04, stabilito lo scorso anno a Kazan quando vinse il titolo mondiale. Per 1400 metri Paltrinieri ha fatto registrare parziali migliori – anche fino a 5 secondi - di quelli con cui Yang Sun a Londra 2012 aveva realizzato il record del mondo; record sfumato per Greg negli ultimi 100 metri perché a lui manca quella straordinaria accelerazione finale che è, invece, l’arma vincente del suo rivale cinese (Sotto, il podio con Paltrinieri fra Connor Jaeger e Gabriele Detti e il foglio dei passaggi ufficiali).

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RIO 2016_1500sl

Tutti questi giovani uomini e donne sono emersi non solo perché dotati di molto talento ma anche per la loro tempra di grandi combattenti, capaci di finali di gara imperiosi. Soprattutto gli americani hanno spesso vinto le loro medaglie toccando il pannello di arrivo un’unghia prima dei loro avversari.

Nuovi Record

Ci sono stati 8 record mondiali, 5 fra le donne e 3 fra gli uomini. Due quelli realizzati nello stesso evento, i 100m rana maschili, dallo stesso nuotatore, Adam Peaty (GBR). Anche Katie Ledecky ha realizzato 2 record mondiali, ma in due diversi eventi, i 400m e gli 800m stile libero. Sette i record nelle gare individuali, uno nelle gare a staffetta.

Ecco l'elenco, in ordine cronologico:

100m rana maschili 57.55 Adam Peaty (GBR), 6 agosto

400m misti femminili 4:26.36 Katinka Hosszu (HUN), 6 agosto

4 x 100m stile libero femminile 3: 30.65 Australia (Emma McKeon, Brittany Elmslie, Bronte Campbell, Cate Campbell), 6 agosto

100m farfalla femminile 55.48 Sarah Sjostrom (SWE) 7 agosto

100m rana maschile 57.13 Adam Peaty 7 agosto

400m stile libero femminili 3: 56.46 Katie Ledecky (USA), 7 agosto

800m stile libero femminili 8: 04.79 Katie Ledecky 12 agosto

100m dorso maschili 51.85 (in staffetta) Ryan Murphy (USA), 13 agosto

Otto anche i record del mondo juniores realizzati a Rio. Come abbiamo già visto, 4 da Penny Oleksiak (CAN), 3 da Kyle Chalmers (AUS) e uno da Zhuhao Li (CHN), quarto nei 100 metri farfalla in 51.26.

Sono stati stabiliti anche 23 record olimpici e, curiosamente, altrettanti (23) record continentali: Africa 3, America 9, Asia 3, Europa 7, Oceania 1.

 

I Multi Medagliati

Ben 40 nuotatori  - 18 uomini e 22 donne - hanno vinto più di una medaglia. Ecco l'elenco (donne in corsivo):

1. Michael Phelps (USA) 6 (5 ori, 1 argento): 200m farfalla O; 200m misti O; 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista O; 4 X 200 stile libero O; 100m farfalla A.

2. Katie Ledecky (USA) 5 (4 ori, 1 argento): 200m stile libero O; 4 X 200 stile libero O; 400m stile libero O; 800m stile libero O; 4 x 100m stile libero A.

3. Katinka Hosszu (HUN) 4 (3 ori, 1 argento): 100m dorso O; 200m misti O; 400m misti O; 200m dorso A.

4. Ryan Murphy (USA) 3 ori: 100m dorso; 200m dorso; 4 x 100m mista.

5. Simone Manuel (USA) 4 (2 ori, 2 argenti): 100m stile libero O; 4 x 100m mista O; 4 x 100m stile libero A; 50m stile libero A.

6. Maya Dirado (USA) 4 (2 ori, 1 argento, 1 bronzo): 200m dorso O; 4 X 200 stile libero O; 400m misti A; 200m misti B.

7. Nathan Adrian (USA) 4 (2 ori, 2 bronzi): 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista O; 100m stile libero B; 50m stile libero B.

8. Lilly King (USA) 2 ori: 100m rana; 4 x 100m mista.

9. Anthony Ervin (USA) 2 ori: 4 x 100m stile libero; 50m stile libero.

10. Emma McKeon (AUS) 4 (1 oro, 2 argenti, 1 bronzo): 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista A; 4 X 200 stile libero A; 200m stile libero B.

11. Penny Oleksiak (CAN) 4 (1 oro, 1 argento, 2 bronzi): 100m stile libero O; 100m farfalla A; 4 x 100m stile libero B; 4 X 200 stile libero B.

12. Kosuke Hagino (JPN) 3 (1 oro, 1 argento, 1 bronzo): 400m misti O; 200m misti A; 4 X 200 stile libero B.

13. Sarah Sjostrom (SWE) 3: 100m farfalla O; 200m stile libero A; 100m stile libero B.

14. Dana Vollmer (USA) 3 (1 oro, 1 argento, 1 bronzo): 4 x 100m mista O; 4 x 100m stile libero A; 100m farfalla B.

15. Cate Campbell (AUS) 2 (1 oro, 1 argento): 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista A.

16. Madison Wilson (AUS) 2 (1 oro, 1 argento): 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista A.

17. Brittany Elmslie (AUS) 2 (1 oro, 1 argento): 4 x 100m stile libero O; 4 x 100m mista A.

18. Yang Sun (CHN) 2 (1 oro, 1 argento): 200m stile libero O; 400m stile libero A

19. Adam Peaty (GBR) 2 (1 oro, 1 argento): 100m rana O; 4 x 100m mista A.

20. Allison Schmitt (USA) 2 (1 oro, 1 argento): 4 X 200 stile libero O; 4 x 100m stile libero A.

21. Kathleen Baker (USA) 2 (1 oro, 1 argento): 4 x 100m mista O; 100m dorso A.

22. Abbey Weitzeil (USA) 2 (1 oro, 1 argento): 4 x 100m mista O; 4 x 100m stile libero A.

23. Kyle Chalmers (AUS) 3 (1 oro, 2 bronzi): 100m stile libero O; 4 x 100m stile libero B; 4 x 100m mista B.

24. Pernille Blume (DEN) 2 (1 oro, 1 bronzo): 50m stile libero O; 4 x 100m mista B.

25. Mireia Belmonte Garcia (ESP) 2 (1 oro, 1 bronzo) 200m farfalla O; 400m misti B.

26. David Plummer (USA) 2 (1 oro, 1 bronzo): 4 x 100m mista O; 100m dorso B.

27. Katie Meili (USA) 2 (1 oro, 1 bronzo): 4 x 100m mista O; 100m rana B.

28. Cody Miller (USA) 2 (1 oro, 1 bronzo): 4 x 100m mista O; 100m rana B.

29. Conor Dwyer (USA) 2 (1 oro, 1 bronzo): 4 X 200 stile libero O; 200m stile libero B.

30. Leah Smith (USA) 2 (1 oro, 1 bronzo): 4 X 200 stile libero O; 400m stile libero B.

31. Madeline Groves (AUS) 2 argenti: 200m farfalla; 4 x 100m mista.

32. Florent Manaudou (FRA) 2 argenti: 4 x 100m stile libero; 50m stile libero.

33. James Guy (GBR) 2 argenti: 4 x 100m mista; 4 X 200 stile libero.

34. Jazz Carlin (GBR) 2 argenti: 400m stile libero; 800m stile libero.

35. Duncan Scott (GBR) 2 argenti: 4 x 100m mista; 4 X 200 stile libero.

36. Chad Le Clos (RSA) 2 argenti: 200m stile libero; 100m farfalla.

37. Yuliya Efimova (RUS) 2 argenti: 100m rana; 200m rana.

38. Mitchell Larkin (AUS) 2 (1 argento, 1 bronzo): 200m dorso A; 4 x 100m mista B.

39. Cameron Mcevoy (AUS) 2 bronzi: 4 x 100m stile libero; 4 x 100m mista.

40. Gabriele Detti (Ita) 2 Bronzo: 1500m stile libero; 400m stile libero

Legenda: O=Oro, A=Argento, B=Bronzo – Sottolineati i vincitori di sole medaglie individuali.

 

Medagliere per Nazioni

USA 16 8 9 33

Australia 3 4 3 10

Ungheria 3 2 2 7

Giappone 2 2 3 7

Gran Bretagna 1 5 0 6

Cina 1 2 3 6

Canada 1 1 4 6

Svezia 1 1 1 3

Italia 1 0 2 3

Danimarca 1 0 1 2

Spagna 1 0 1 2

Kazakhstan 1 0 0 1

Singapore 1 0 0 1

Russia 0 2 2 4

Sud Africa 0 3 0 3

France 0 2 0 2

Belgio 0 1 0 1

Bielorussia 0 0 1 1

Totali 33 33 32 90

Legenda – Nelle colonne sono indicati nell’ordine i numeri delle medaglie d’oro, d’argento, di bronzo e totali.

 

Le Squadre più vincenti e quelle meno vincenti

Come sempre gli Stati Uniti sono stati il ​​paese più vincente. Sul campo hanno dimostrato una superiorità schiacciante, superiore alle previsioni.

Gli americani hanno collezionato sia il maggior numero di medaglie complessive, 33 (come a Sydney 2000) sia il maggior numero di medaglie di ogni specie: 16 d'oro, come a Londra 2012,  8 d’argento e 9 di bronzo: in pratica, si sono aggiudicati la metà degli ori e circa un terzo degli argenti e dei bronzi in palio.

La straripante supremazia degli Stati Uniti si deve certamente a "sua maestà" Michael Phelps e alla "regina" del mezzofondo Katie Ledecky.

Ma il risultato della squadra va oltre le prestazioni di questi due grandi nuotatori, poiché quasi tutti i suoi componenti si sono espressi sui loro migliori livelli.

La tempra agonistica, lo spirito vincente e l’abilità nel produrre dei finali di gara straordinari hanno propiziato loro alcune vittorie ottenute per un’inezia, quasi al fotofinish.

Ad esempio, nessuno avrebbe mai pensato che Anthony Ervin sarebbe stato in grado di prevalere, sia pure per un centesimo, su Florent Manaudou nei 50m stile libero (21:40 a 21:41), e nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di Simone Manuel nei 100m stile libero o su quella di Maya Dirado nei 200m  dorso (dove ha toccato 6/100 davanti all’Iron Lady magiara Katinka Hosszu).

Persino la vittoria di Michael Phelps nei 200m farfalla, per 4 centesimi sul sorprendente giapponese Masato Sakai, era tutt'altro che scontata.

Lo stesso si può dire delle vittorie di Ryan Murphy in entrambe le gare di dorso, o del record del mondo da lui realizzato nei 100 metri nella prima frazione della staffetta mista; oppure di quella di Katie Ledecky nei 200m stile libero, o di Lilly King nei 100m rana.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai 200m rana maschili dove la medaglia d'oro è sfuggita a Josh Prenot per soli 7 centesimi, al termine del duello inaspettato con il kazako Dmitriy Balandin, oppure dalla sconfitta subita dalla Manuel per 2 centesimi da Pernille Blume nei 50m stile libero (ma considerando che la Manuel ha migliorato il personale proprio di 2 centesimi, l'argento per lei è stato un successo).

L’Australia, pur confermando il consueto secondo posto nel medagliere, è stata meno brillante di quanto legittimamente ci si aspettasse dopo i bei risultati dei Trials di Adelaide. Ai Mondiali del 2015 l’ Australia vinse 16 medaglie - 7 d'oro, 3 d'argento e 6 di bronzo (ori e argenti tutti in eventi olimpici); a Rio gli australiani hanno vinto soltanto 10 medaglie, 3 - 4- 3.

A Kazan la grande nazione dell'Oceania si era fermata a solo un oro dagli Stati Uniti. Ai Trials Cameron McEvoy aveva nuotato i 100m stile libero in 47.04, Cate Campbell i 50 stile libero in 23.84, cioè le migliori prestazioni mondiali di sempre con costumi in tessuto; proprio alla vigilia dei Giochi Olimpici Cate Campbell aveva stabilito il record del mondo dei 100m stile libero in 52.06. Da loro  era logico aspettarsi delle medaglie d’oro, così come dai dorsisti Mitchell Larkin, 100m in 52.11 e 200m in 1: 53.17 ai Trials, ed Emily Seebohm, 100m in 58.34.

Ben quattro campioni del mondo australiani sono andati a casa senza una medaglia individuale, di qualsiasi colore, mentre meno di un terzo di tutti i nuotatori australiani ha prodotto un tempo più veloce di quello che aveva realizzato ai Trials quattro mesi prima.

Ha fatto bene Madeline Groves che nei 200m farfalla ha migliorato il suo record personale e ha vinto la medaglia d’argento toccando soltanto3/100 dietro la vincitrice, la spagnola Mireia Belmonte.

Anche Emma McKeon ha raggiunto il massimo possibile. Complice, suo malgrado, Federica Pellegrini, nella finale dei 200m stile libero la McKeon ha nuotato sotto l’1:55 come ai Trials, e ha soffiato all’italiana la medaglia di bronzo. Poi ha vinto altre tre medaglie con le staffette.

Da notare che le percentuali di miglioramento dei migliori tempi stagionali a Rio sono state cruciali per il successo o meno delle squadra. Ad esempio, americani, britannici e giapponesi hanno migliorato i propri tempi rispetto ai Trials con una percentuale superiore al cinquanta per cento mentre soltanto un quarto degli australiani, o poco più, ha migliorato rispetto ai Trials.

Gli Stati Uniti non hanno preso medaglie soltanto in tre gare: i 400m stile libero uomini e i 200m rana e 200m farfalla donne.

Terza nel medagliere la sempre straordinaria Ungheria, con 7 medaglie. Questa volta il bottino non è stato frutto soltanto delle imprese dall’affermata ditta Katinka Hosszu (3 ori e un argento) e Laszlo Cseh (un argento) ma anche di altri due nuotatori: Boglarka Kapas, bronzo negli 800 metri (in 8: 16.37, 0.20 secondi, dietro l'eccellente britannica Jazmin Carlin, entrambe dietro la Ledecky), e Tamas Kenderesi, bronzo nei 200m farfalla (dietro Phelps e Sakato).

Tre fra le nazioni della Top 10 devono le loro medaglie a un solo nuotatore: la Svezia alla Sjostrom, la Spagna alla Belmonte, la Danimarca alla Blume (pure il bronzo nella staffetta porta la sua firma).

L’Italia è nona nel medagliere grazie alle tre medaglie dei suoi mezzofondisti, Gregorio Paltrinieri (oro nel 1500) e Gabriele Detti (bronzo nei 400 e 1500), entrambi appartenenti alla scuderia del coach Stefano Morini.

Le ex potenze Germania e Olanda hanno concluso l’Olimpiade con zero (0) medaglie: uno zero drammatico e scioccante. Ugualmente il paese ospitante, il Brasile, che sperava di vedere sul podio alcuni suoi nuotatori, soprattutto nei 50m e 100m stile libero, 100m rana e 400m misti uomini.

Foto di Giorgio Scala e Andrea Staccioli/Deepbluemedia/Insidefoto 

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